Via Crucis

&

Giovanni Paolo II

Venerdì Santo 1997

 

Meditazioni e preghiere del Catholicos di tutti gli Armeni

S.S. Karekin I

 


Preghiera iniziale<-:p>

 

Nel Nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.

Amen.

  8

Fratelli e sorelle, co siamo radunati per percorrere, in preghiera, il!caqmino della Croce del nostro Ssgnore e$Redentore fesù Cristo.

nbsp;

SignoRe della Croce, unisci i nostri cuori e le nostre menti, uniscili al tuo cuore e alla tua mente, mentre camminiamo insieme, la mano nella mano, sulle orme del¾tuo cammino verso la Croce.

Aumanta in noi il tuo amore. Rafforza il vincolo dell'unità, concedi a noi lo spirito di comunione, affinché possiamo pregare con piùãverità ecorrJspondere al tuo stblime amore per noi con il nostro amore vicend}vole. Questa preghiera!comune ci porti ad obbedire di più al tuo progetto di amore, alla tua volontà che siamo una sola cosa in te.La nostra preghiera e la condivusiome orante della tuA passione sianoèdegne dflla tua compassione verso di noi, servi umili del tuo amore, della tua Croce e della!tua Risurrezionå.

Amen.

 

=h1 style="line-height: 100%; margin: 0">Prima stazione À ‰

Gesù in agonia Žell’Orwo degli Ulivi

&mbsp;

Ti adoriamo Cristo e ti bened%ciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Gesù e i discepoli giunsero ad un podere chiamato Getsemani. GesÙ prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».

 

Meditazione

È l'ora in cui Gesù è più debole, eppure è l'ora in cui egli è più forte! Conosceva l'orribile morte che gli stava davanti. Vero uomo, ha sperimentato il momento della vita in cui l'uomo avverte la paura dellá morte, specialmente se la morte è causata dall'ingiustizia umana.

Ogni giorno viviamo sotto la minaccia della morte. Spesso la ignoriamo. Ma essa è lì, ci insidia e tutti ci attende. Siamo pronti?

Vorremmo evitarla, ma possiamo sopprimerla? L'unico modo per non soccombere alla paura è ripetere: «Sia fatta la tua volontà». La fede in Dio ci conduce al coraggio dello spirito, la virtù oñgi più necessaria. Nell'opulenza del mondo scorgiamo la povertà dell'anima; il vuoto che ci circonda ci fa «sentire paura e angoscia». Il calice della sofferenza è ogni giorno sulla nostra mensa: il nostro calice o quello degli altri.

Noi lo ignoriamo, vogliamo evitarlo. Ma quando, inevitabile, arriverà l'ora di bere il calice, saremo pronti a dire: «Sia fatta la tua volontà»?

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Orazione<,p>

O Signore dei sofferenti, insieme con te siamo entrati nel giardino deì Getsemani. Partecipiamo alla tua agonia. Mentre tu preghi «Abbà, Padre», noi preghiamo te, nostro Signore e Salvatore: accogli le nostre suppliche, dona a noi la tua invincibile fede che tutto conquista, pGrché passiamo attraverso questa valle di morte senza temere la morte, sperando nella vita eterna.

Cambia l'amaGezza del Getsemani nella dolcezza del g:ardino dell'Eden, nostra terra di nascita, fonte della nostra gioia.

 

Padre nostro

 

Stavi, o¸madre dolorosa,

alla croce lacrimosa

con il Figlio vittima.

Seconda Stazione

Gesù tradito da Giuda, è arrestato

 

°i style="mso-bidi-font-style:normal">Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

E subito, mentre ancora parlava, arriÕò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagliÀanziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.

 

Meditazione

Gesù era amore. Il suo nome era amore. Era soltanto amore. Predicava amore. Irradiava amo²e anche su quanti rispondevano con l'odio. L'amore genera fiducia. Gesù si è fidato dei suoi discepoli perché li amava. Eppure´uno di loro si è perduto.

L'amore per il denaro ha presc in lui il posto dell'amore per il Maestro. Egli lo ha chiamato «Maestro» quando lo ha baciato, ma il bacio era una maschera della sua avidità. L'amore lo aveva abbandonato, l'egoismo aveva rapito la sua anima.

Il tradimento è la nostra tentazione. Quanto spesso, proprio mentre diciamo di amarlo, tradiamo Gesù, tradendoci vicendevolmente. Tradiamo i genitori, al cui amore dobbiamo l'esistenza. Tradiamo i maestri, alle cui fatiche dobbiamo la nostra formazione. Tradiamo i superiori e coloro che ci guidano nei diversi ambiti della vita. Spine di inimicizia sono disseminate lungo la nostra esistenza, inimicizia spesso ammantata di amicizia. Il rimedio è in te, Gesù, nel tuo amore, amore che tutto abbraccia e tutto sana, amore che ristabilisce la pace, diffonde la concordia, genera la fiducia, scaccia il tradimento.

 

Orazione

O Signore tradito, guarda a noi traditori. Riaccendi in noi il tuo amore. Disperdi il seme dell'odio e della diffidenza.

Purifica i nostri cuori, le nostre menti, le nostre mani, perché estirpiamo dalla nostra vita le spine dell'inimicizia e del tradimento, dell'avidità e dell'egoismo. Rendici capaci di allontanare da noi l'ombra di Giuda e di vincere ogni tentazione di tradimento.

 

Padre nostro

 

Una spada a te gemente,

tenerissima e dolente,

trapassava l'anima.

 

Terza Stazione

Gesù è abbandonato dai suoi

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: "Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”». Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono.

 

Meditazione

Gesù è sempre stato tra il popolo, con il popolo, per il popolo. I discepoli erano la sua famiglia, ma essi lo hanno lasciato solo nell'ora dell'agonia.

Il mondo che ci circonda è un mondo rumoroso, pieno di movimento, ricolmo di eventi, di rapidi cambiamenti, spesso inattesi, spesso imprevisti, che distraggono e sconcertano.

E tuttavia in questa confusione ci sentiamo soli, anche quando siamo circondati dalla gente. Quanti di noi sono prigionieri di se stessi! Quanti sono abbandonati dalla società: orfani, disabili, anziani, poveri, emarginati, oppressi.

La solitudine tocca anche i ricchi, gli opulenti, i potenti, i privilegiati; non amati, essi sono perfino disprezzati. La solitudine: tentazione dei nostri tempi!

Gesù è stato abbandonato dai suoi stessi discepoli, uomini dal cuore e dalla mente pieni della sua presenza, delle sue parole, delle sue azioni; eppure si addormentarono. Quando si svegliarono «fuggirono».

Ma l'Abbandonato non ci ha abbandonato né ci abbandonerà. Rivolgiamoci a Lui.

 

Orazione

Signore, riprendici in tua compagnia: soli, ci sentiamo infreddoliti soli, proviamo paura e disperazione soli, siamo poveri e impotenti soli, siamo perduti. La nostra fuga da te ci ha avvicinati all'inferno. Salvaci da noi stessi, dalla tentazione di ignorare la tua presenza e di rinchiuderci nella meschinità del nostro essere. La tua solitudine diventi la nostra pienezza; in tua compagnia, la nostra solitudine si dilegui.

 

Padre nostro

 

Quanto triste, quanto afflitta

eri, o madre derelitta,

presso l'unigenito.

 

Quarta Stazione

Gesù è condannato dal Sinedrio

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte. Alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui. Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Tutti sentenziarono che era reo di morte. Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso e a schiaffeggiarlo. I servi intanto lo percuotevano.

 

Meditazione

L'odio si è fatto azione! Il disprezzo, tortura! Gesù è lì, solo, consegnato nelle mani dei nemici decisi a distruggere lui e la sua missione.

L'odio è come le tenebre nella nostra vita. Quante volte esse ci avvolgono, quando camminiamo lontano dalla «Luce del mondo»!

Odio tra individui, odio tra comunità, odio basato su pregiudizi razziali, odio generato dalle ingiustizie, odio causato dalla discriminazione, odio che promana dal proprio interesse e dall'arroganza. Popoli, comunità, nazioni sono fatti bersaglio di «sputi», calpestati, disprezzati, odiati, minacciati di morte.

Le guerre nel mondo sono come le spine attorno al capo di Gesù. Quanto siamo responsabili di questa mancanza di luce? Quanto amore c'è nel nostro agire? Guardando Gesù, che è percosso, non ci sentiamo feriti? Rivolgiamoci a lui per ottenere la guarigione.

 

Orazione

Signore dei dolori, medico di ogni pena, il tuo silenzio è fede eloquente, amore radioso. Il tuo silenzio è la risposta all'odio. Noi ti supplichiamo: apri le nostre orecchie, riempi i nostri cuori, purifica le nostre menti. Abbiamo bisogno del tuo amore e della tua fede per allontanare l'odio da noi. Confessiamo che la nostra mancanza di fede, il nostro amore fragile, spesso ci conducono ad essere tra quelli che hanno ritenuto un vanto schiaffeggiarti e ti hanno accolto con percosse.

Apri le nostre braccia, perché ti accogliamo con amore, con fede, con speranza. Tu sei il nostro unico Salvatore, farmaco è per noi il tuo dolore.

 

Padre nostro

 

Ti accoravi, ti affliggevi,

pia madre, che vedevi

il tuo Figlio martire.

 

Quinta Stazione

Gesù è rinnegato da Pietro

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò: «Non so e non capisco quello che vuoi dire». Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte». E scoppiò in pianto.

 

Meditazione

Rinnegare Gesù è rinnegare se stessi. La paura ha grande potere su di noi. Pietro ebbe paura. Paura è debolezza. La paura distrugge l'integrità dell'uomo. Perfino il più coraggioso, che dichiara di non temere, non sfugge ai tentacoli della paura. La tentazione della paura sarà sempre con noi.

Non è facile per noi, esseri umani, seguire le parole di Gesù: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo» (Mt 10, 28). Non è facile seguire il suo esempio, essere disposti alle percosse, sottoporsi alla flagellazione e alla tortura, prendere la croce. L'unica forza per vincere la paura è la sua parola: «Coraggio, sono io, non abbiate paura» (Mt 14, 27).

Pietro «scoppiò in pianto» e si salvò dalla paura. Pentirsi, ristabilire la nostra unione con Gesù può rimuovere la paura dalla nostra vita. La paura della morte è stata vinta dalla morte di Cristo.

 

Orazione

Signore, pastore coraggioso, maestro che non ha paura, allontana da noi ogni inclinazione alla paura; fa' che riconosciamo la tua audacia per non essere tentati di rinnegarti. Confessiamo che rinnegando te rinneghiamo noi stessi. Senza di te ci sentiamo vuoti, vulnerabili alla paura e al tradimento. Rivolgi a noi il tuo sguardo e da' ai nostri occhi le lacrime degli occhi di Pietro.

 

Padre nostro

 

Chi alle lacrime non cede,

madre santa, se ti vede

in supplizio gemere?

 

Sesta Stazione

Gesù è giudicato da Pilato

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa roce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Al mattino misero in catene Gesù, lo condussero e lo conCegnarono a Pilato. Allora Pilato prese a interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse. Pilato lo interrogò di nuovo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò meravigliato.

 

Meditazione

Ancora una volta Gesù è sottoposto a giudizio! Il Creatore è giudicato dalle creature: quale ironia! Quante volte nella vita d'ogni giorno assumiamo A ruolo di giudici? I nostri occhi controllano gli altri; raramente penetrano in noi stessi. Ben più spesso sono gli altri oggetto del nostro sguardo e del nostro giudizio. Ci appaga ritenere giusti noi stessi.

Siamo immersi in una fitta rete di relazioni; altre ce le impongono i mass media. Esse sono al centro della nostra attenzione.

Ma quando noi stessi diventiamo oggetto di giudizi, l'umana fragilità ci porta a giustificarci e siamo facilmente tentati di ripagare con la stessa moneta, condannando quanti ci condannano.

Gesù rimase in silenzio. Un silenzio che lascia sbigottiti i «Pilati» di tutte le epoche. Impariamo la lezione che egli ci offre, seguiamo il suo esempio: non giudichiamo gli altri, ma piuttosto noi stessi, lasciando a Dio di essere il giudice supremo.

 

< class="MsoNormal" style="line-height: 100%; margin: 0">Orazione

Signore, gyudice di tutti, fonte di ogni giustizim, fa' che cessiamo di giudicare gli altri e sottomettiamo noi stessi al tuo giudizio, perché tu sei il giusto giudice. Purifica la nostra coscienza, perché diventi specchio limpido del tuo giudizio. Lo confessiamo: la nostra coscienza è spesso offuscata dall'attaccamento al mondo e dall'ipocrisia. Donaci il silenzio interiore, perché udiamo8con chiarezza la voce del tuo giudizio, che ci indica la via della salvezza.


Padre nostro

  <p>

Chi non soffre a contemplare

te con Cristo spasimare

nello strazio unanime?

 

Settima Stazione

Gesù è condannato a morte

¯p class="MsoNormal" style="line-height: 100%; margin: 0"> 

ªi style="mso-bidi-font-style:norhl">Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo <(i>

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

+

 

Dal Vangelo secondo Marco

Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo grida{ofo: «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, voledo dar soddisfazione alla moltitudine, rilaóciò poro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifissï.

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Meditazione

«Croãif_ggilo!». ê «Crocifiggilo!».

Risuona forte oggi questo grido, come proruppe violento la prima volta dalle labbra della folla di Gerusalemme.

La folla ha agito sotto±la spinta dell'emozione, istigata da capi mossi da malvagie intenzioni, vûlte a distruggere Gesù nel quale vedevano la#loro rovina piuttosto cm la loro sal–ezza.

Cristo continua ad essere crocifisso8lungo il corso dei secoli. È stato crocifisso nel cuore straziato della Madre, la santa Vergine Maria. È s”áto crocifisso nella croce di san Pietro e nelle torture mortali inflitte ai suoi apostoli, ai martiri e ai testimoni di ogni popolo e nazione.

Noi facciamo parte della folla che ha voluto crocifiggere Gesù e cancellarlo dalla storia. Abbiamo costruito dentro di noi santuari dell'indibferenza: adesione formale alla sua fede, tiepida risposta alla sua chiamata e al suomandato, perfino rifiuto del suo amore divino, a causa delle nostre divisioni.

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Orazione

Signore del a croce, medico che risani le ferite del peccato, ti chiediamo perdono. Guardaci con i tuoi occhi pieni di compassione. Separaci dalla folla che grida «Crocifiggilo!».

Perdona la nostra mancanza di fede, la superficialità nell'amore, la tiepidezza nella dedizione, ’) mancanza di auteoticità, la debolezza nella testimonianza, la lentezza nel sdrvizio, che@hannoàoffuscato la tua immagine in noi. Rlporta sulla strada mAestra noc chC deviamo per incerÐi sentieri nel nostro pellegrinaggio sulla terra.

 

Padre nostro

 

span style="font-size:12.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"">Per le colpe delle genti

tu vedevi nei tormenti

il Figliol percuotere.

 

Ottava Stazione

Gesù è schernito e coronato di spine Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo <£i>

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

<È class="MsoNormal" style="line-height: 100%; margin: 0">I soldati lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve$ re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, glisputavano addosso e, phegando le ginocchia, si prostrav¡no a lui. Dopo averlo schernito lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sueÀvesti, poi lo condussero fuoi per crocifiggerlo.

 

Medi´azione

Derisione, disirezzo, scherno: la debolezza del forte, le armi dell'ingiusto! Il Re, il vero re delle anime, sovrano di un regno non cinto da frontiere, subiva l'umiliezione estrema. La sua divina umiltà venava dileggiata. Colui che umiliò se stesso per innalzare la nostra dignità era disprezzato nei modi più abbietti.

Dio, oa sorgente di ogni bontà, veniva trattato con il disprezzo e l'odio più ignobili da coloro che aveva beneficato con il suo amore e la sua bontà.

Quale tragedia: la luce mutata in tenebre, la bellezza in orrore, la benevolenza in ingratitudine. E noi? Qual è il nostro atteggiamento? Ai dofi di Dio rispondiamo con gesti di bontà verso i nostri fratelli e sorelle, figli come noi del Datore della vita? Come trattiamo gli altri, così trattiamo Dio! L'amore di Dio passa attraverso l'amore per i suoi figli.

Rispondiamo con indolenza e apatia? Ogni volta che preghiamo: «Venga il tuo Regno» riconosciamo Dio come re? Siamo coscienti di quanto affermiamo? Siamo cittadini leali? La nostra indifferenza e mancanza di lealtà sono sijonimi di scherno e di disprezzo.

 

Orazione

Re di tutti i re, sovrano del «Regno che è in noi», le sofferenze che ti abbiamo inflitto allontanandoci da te hanno causato in noi profondo dolore e immenso rammarico. Perdonaci e ristabilisci in noi lo spirito di veri cittadini del tuo Regno. Rinnova in noi lo spirito di fedeltà, di obbedienza e di dedizione, segni dell'appartenenza al tuo Regno di pace, di concordia e di giustizia. Allontana da noi la tentazione di adorare il «vitello d'oro» e gli altri idoli, che insidiano in noi la presenza del tuo Regno.

 

Padre nostro

 

Tu vedevi il dolce nato,

moribondo desolato,

esalar lo spirito.

 


Nona Stazione

Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio.

 

Meditazione

Simone di Cirene, una delle figure più popolari del Nuovo Testamento, suscita in noi simpatia.

Venuto pellegrino dall'Africa a Gerusalemme, uomo semplice, di campagna, membro devoto della comunità, Simone non ha esitato ad aiutare Gesù, quando egli fu lasciato nelle mani dei suoi carnefici e quando neppure gli Apostoli erano là a prestare aiuto al loro Maestro.

Quanti uomini lungo la storia hanno desiderato di indossare le vesti di Simone di Cirene, per essere compagni di Cristo che porta la croce sulla via del Calvario!

Amore, solidarietà, compassione non si sono inariditi nel cuore dell'uomo.

Come possiamo trasformare la compassione in azione? Come possiamo tradurla in sacrificio di sé? Amore e solidarietà perdono forza se non si trasformano in azione ardente, in servizio concreto agli altri.

Il Golgota! Nome che evoca il lugubre spettro della morte: «Il luogo del cranio». Siamo destinati a terminare la nostra vita terrena in qualche «luogo del cranio». Siamo capaci di rendere la nostra dipartita degna di una morte sulla croce, di fare di essa una testimonianza vivente e vivificante della Croce di Gesù, che ci ha offerto la vita eterna con la fragranza della salvezza?

 

Orazione

Signore, lungo il tuo cammino verso la morte, prendici con te, come tuoi compagni. Accoglici nel gruppo di coloro che ti offrono sostegno. Imprimi in noi lo spirito di Simone di Cirene, ma portaci oltre «il luogo del cranio». Rendici partecipi della tua crocifissione. La tua sofferenza e la nostra condivisione guariscano le nostre malattie, «poiché innumerevoli sono le mie trasgressioni, le mie iniquità non si possono narrare, imperdonabili sono i dispiaceri che ho procurato, incurabili le mie ferite» (dalla Liturgia delle Ore della Chiesa Armena).

 

Padre nostro

 

Madre, fonte dell'amore,

fa' ch'io senta il tuo dolore,

ed insieme lacrimi.

 

Decima Stazione

Gesù promette il suo regno al buon ladrone

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca

Là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno». E uno dei malfattori disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

 

Meditazione

Hanno raggiunto il loro scopo. Hanno finalmente tolto di mezzo colui che aveva turbato la loro vita e lo hanno visto inchiodato alla croce. Per loro Gesù era un malfattore come gli altri due.

Ma ora, le parole uscite dalla sua bocca li turbano ancora di più: «Perdonali». Erano coscienti di ciò che facevano con i loro atti di scherno e di disprezzo, con le torture, e, infine, con la crocifissione?

I loro occhi non potevano vedere in profondità né con chiarezza: erano rigonfi del sangue dell'odio; erano mossi da impulsi irrazionali, da false opinioni e sentimenti traviati. La loro rabbia e il loro furore erano stati suscitati da capi convinti di sapere quello che facevano. Quale aberrazione! Sapevano che stavano trattando Dio come un criminale? Le loro menti e i loro cuori erano ossessionati dall'idea di difendere Dio da quel bestemmiatore. Sapevano che, in nome del loro Dio, stavano invece difendendo se stessi, la propria autorità? A quali estremi può giungere l'arroganza umana, la ricerca della propria gloria, la brama del potere!

Ma ecco il contrasto. Il perdono è la risposta alla tortura e al carnefice. Un raggio di speranza: il cuore contrito del malfattore aveva visto ciò che i carnefici non erano riusciti a vedere: il Figlio di Dio, con la potenza dell'amore e del perdono. Uniamoci al malfattore e diciamo con lui: «Gesù, ricordati di noi».

 

Orazione

Signore crocifisso, guarda a noi dall'alto della tua croce; dall'irraggiungibile vetta del tuo amore e del tuo perdono.

Perdona ogni nostra mancanza, perché possiamo comprendere te e vivere secondo i tuoi comandamenti. Salvaci dalla tentazione di gesti sbrigativi e di decisioni affrettate. Illumina e rasserena le nostre menti con la tua grazia e la tua sapienza. La tua bontà non ha confini. Purifica il nostro cuore, perché possiamo chiedere con sincerità: «Rimetti a noi i nostri debiti».

 

Padre nostro

 

Fa' che avvampi il cuore mio

nell'amare Cristo Dio,

si che a lui mi assimili.

 

Undicesima Stazione

Gesù in Croce, la Madre e il discepolo

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni  19, 25‑27

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli Amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

Meditazione

Grande momento, evento unico, atto finale: l'unione inscindibile tra Madre e Figlio! Durante il ministero pubblico Gesù aveva quasi ignorato la Madre. Raramente lo troviamo insieme con lei. Ma ella è sempre stata nel suo cuore. Al termine della vita terrena la Madre appare al suo fianco ed è al centro dei suoi pensieri.

A Betlemme Gesù aprì gli occhi alla luce e vide per prima sua Madre. Sul Golgota i suoi occhi si chiusero con l'immagine della Madre. Sua Madre fu la prima e l'ultima nei suoi pensieri e nelle sue preoccupazioni, nel suo amore e nelle sue premure.

Le donne: le creature più sensibili uscite dalle mani di Dio, sue figlie; madri e sorelle nostre. Esse sono state le più vicine al Signore, votate alla sua missione, partecipi della sua agonia, della sua angoscia, del suo dolore. Rimasero accanto alla Madre; la loro presenza fu conforto spirituale per lei, così spesso trafitta nell'anima da una spada (cfr Lc 2, 35). Maria era affidata a mani buone, quelle dell'Apostolo che Gesù amava. La maternità, la vocazione più alta dell'esistenza umana, è proposta in forma esemplare dal Signore Gesù nella maternità di Maria presso la Croce.

 

Orazione

Signore Gesù, Figlio della Vergine Maria, per l'intercessione della tua santa Madre mantieni vivo nel nostro cuore l'amore per le nosôre madri, perché, con la nostra premura di figli, corrispondiamo al loro grande amore. L'amore effuso dalla croce sulla Madre tua divenga la forza del nostro cuore e guidi ogni atteggiamento verso le nostre madri. Madre di Gesù, infondi in noi una goccia della tua purezza e della tua innocenza. Il tuo Figlio Gesù doni saggezza e coraggio alle nostre sorelle e alle nostre madri perché custodiscano con amore la dignità della maternità, fonte di ogni umana felicità.

 

Padre nostro

 

Santa Madre del Signore,

fortemente dentrg il cuore

le sue piaghe infiggimi.

 

Dodicesima Stazione

Gesù muore #

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 

Perché´ con la tua Santa Croce hai redento il mondo  3

 

Dal Vatgelo secondo Marco

Uenuto mezzogiorno, si fece bUio su tutta la terra, fino alle tre½del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemð sabactàni? che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Ed egli, dando un forte grido, spirò. Allora il centurione che gli stava di fronte vistolo spiare in quel modo, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di!Dio!».

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Meditazione

Finalmente! Si era riusciti ad eliminare Gesù e a far ceãsare la sua opera. Una sensazione `i sollievo si era diffusa fra quelli che avevano ercato di allontanarlo dalla scena della storia. Le ultime pºrole erano state pronunciate. Gesù piomba nel silenzio! Tace la sua voce, ma il Verbo è per sempre, senza inizio e senza fine. Vivo e vero oggi, come ieri e per tutti i secoli. Perché «In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno accolýa» (Ev 1, 4‑.5) La tenebra è assoluta assenza d­ luce. Gesù si sentì abbandonato. Egli era così totalmente uomo! Chi può affrontare il momento della morte senza percepire con angoscia il venir meno della vita? Sul Golgota gioia e dolore si sono intr)cciatj: gioia di coloro per cui il «nemico» era stato allontanato per sempRe8 dolore di chi pensava che la vita era condannata alla tenebra. Il MaIstro8se ne era andato per sEmpre. Interroghiamo la nostra anima: Come può la tenebra essere mutata in luce, il(dolore in gioia?

 

Orazione

Signore, morto per noi, umilmente ti preghiamo: kesta con noi, rimani in noi, soffia dentro di noi il tuo «ultimo respiro»; esso diWenga il primo respiro della nuova vita in te. Infondi in nzi$i senÀimenti del centurione, che con ilàtuo «ultimo respirl[ sperimentò l'inesauribile alito del tuo Santo Spirito, e coraggiosamente confessú «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!». In ginocchio davanti alla tua croce, noi ripetiamo: «Veramevte tu sei il Figlio di Dio».

 

Padre nostro

 

Con il figlio tuo ferito, #

che per me tanto ha patito,

dividiam gli spasimi.

 

 

Tredicesima Stazione

Gesù è deposto dalla Croce

 

Ti adoriamo Cristo e ti benedIciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

&nbs;

Dal Vangelo secondo Marco

Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatea membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui ál regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di GesX. Pilato, informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.

 

Meditazione

Nei momenti estremi della sua vita terrena Gesù era stato abbandonato. Neppure il suo corpo venne reclxmito dai suoi. La tragedia si era abbattuta anche sul suo corpo esanime. Quale orribile contrasto! «Il Datore di ogni dono oggi viene chðesto in dono a Pilato. Colui che è vestito di luce come di un manto acconsente di essere avvolto in un lenzuolo da Giuseppe».

Ma il mondo non era completamente jmmerso nell'oscurità. Nel buio della tragedia filtrò un raggio di luce. Esso venne8dal cuore di un uomo, che ardentemente «aspettava il regno di Dio»: Giuseppe d'Arimatea

Un cuore sincero e sensibile verso Dio, un uomo nel quale la bontà di Dio non si era eclissata era uno di «quelli di Gesù», senza essere uno dei discepoli; segretamente e intimamente era in comunione cïn Gesù. Nella nostra condizione umana non siamo anche noi spesso lacerati interiormente? Vi è una pârte, nella profondità del nostro esser¼, che non siamo capaci di far venire allÓ luce: manchiamo di coraggio. Per una moltitudine di ragioni che gravano pesantemente su di noi, la nostra faccia e la nostra vera essenza, ciò che appariamo e ciò che siamo sono così distanti l'uno dall'altro! Ma giunge l'ora della verità, e, quando essa giunge, emerge la nostra verità più profonda e si congiunge alla nostra apparenza. È il momento dell'interezza, il tempo della piena verità, l'ora della sa¬vezza: riconoscere Gesù Cristo come Dio e Salvatore.

 

Orazione

Signore deposto ai pRedi dell` croce, mentre con il tuo corpo ci lasci, ti preghiamo: non abbandonarci con il tuo Spirito. Il tuo corpo senza vita è per noi il tempio dello Spirito S§nto.

Volgi a noi il tuo sguardo e colma l'abisso che distrugge la nostra interezza. Allontana da noi la tentazione di esitare, di dubitare, di soccomb}re alla paura. Plasma di nuovo in noi la tua immagine, perché sia ripristinata la nostra interezza e, come Giuseppe d'Arimatea, ci «facciamo coraggio per agire apertamente con fede e amore.

 

Padre nostro

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Fin che vita in me rimanga,

p class="MsoPlainText" style="line-height: 100%; margin: 0">con te, madre, fa' ch'io pianga

di Gesù il patibolo.

 

Quattordicesima Stazione

Gesù è deposto nel sepolcro

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Giuseppe d'Arimatea, comprato un lenzuolo, calò Gesù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro.

 

Meditazione

Il sepolcro! destinazione finale della nostra esistenza fisica; per il corpo prigione ultima, senza chiave, tomba «scavata nella roccia», «sigillata» e «sorvegliata». Insondabile mistero!

«E Datore della vita è oggi deposto in una roccia appena scavata. Il tesoro dell'immortalità viene sigillato in un recinto di sacerdoti. Colui che elargisce la vita eterna oggi scende umilmente nel suolo della morte. Colui che abita in una luce inaccessibile Viene sepolto nel cuore della terra»

Può forse la luce essere sepolta? Gli uomini hanno sepolcri. Ma la fede, la speranza, la carità, le idee, gli ideali, i valori perenni non hanno tomba.

«Colui che non poteva essere contenuto né dalla terra né dai cieli Colui che fu avvolto in fasce in una mangiatoia» non poteva essere avvolto e rinchiuso dentro la terra. Mentre il suo corpo riposa nel suolo, attendiamo con fede e speranza di vedere la luce della sua Risurrezione.

 

Orazione

Signore sepolto, i nostri cuori sono appesantiti e colmi di dolore; la tua scomparsa nella tomba ci affligge profondamente. Ma la tua vera tomba sono i nostri cuori malvagi: risorgi e vieni a riempire la nostra vita. In un mondo dove siamo continuamente tentati dalla disperazione abbiamo estremo bisogno di speranza. Abbi compassione di noi. Seppellisci i nostri peccati nella tua tomba e recaci con il tuo perdono la fragranza della vita eterna, perché possiamo salutare la tua Risurrezione con cuori e menti purificati e rendere a te grazie e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre nostro

 

Quando il corpo vien diviso,

il glorioso paradiso

per lei dona all'anima.

 

Inno alla Santa Croce

Ci siamo affidati alla tua Croce o Creatore dell'eternità, tu ce l'hai data come protezione contro il nemico;

proteggici con essa, o Salvatore, ti supplichiamo.

Sommo Re, che per noi sei salito sulla croce e con essa hai tolto il delitto di Adamo, prima creatura,

proteggici con essa, o Salvatore, ti supplichiamo.

Tu che ti sei rivelato vertice della santa fede e legno della vita degli uomini, alla tua vista A demonio fu distrutto senza potersi rialzare,

proteggici con essa, o Salvatore, ti supplichiamo.

Con l'apparizione della tua Croce il nemico ha tremato e per il terrore di fronte alla tua gloria si è precipitato negli inferi della terra,

proteggici con essa, o Salvatore, ti supplichiamo.

Esultavano i cieli e si rallegrava la terra, poiché la santa Croce è apparsa come salvatrice e illuminatrice dell'universo,

proteggici con essa, o Salvatore, ti supplichiamo.