Via Crucis

Presieduta da Giovanni Paolo II

Venerdì Santo 1994

 

I testi sono stati composti da Sua Santità Bartolomeo I,

Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico.

 

Preghiera iniziale

Nel nome del Padre…

 

Fratelli e sorelle,

nella Chiesa, per grazia dello Spirito,

noi siamo contemporanei di Gesù.

La sua passione, la sua morte, la sua sepoltura,

la sua discesa vittoriosa agli inferi

si svolgono alla nostra presenza, si svolgono in noi.

E la tomba scavata nella roccia

è questo mondo su cui la morte ha posto il suo sigillo.

La Quaresima culmina in questa Via Crucis,

in questo cammino di speranza,

che conduce alla notte di Pasqua,

più luminosa della luce.

Meditando i testi forse i più intensi dei Vangeli,

noi ci disponiamo ad accompagnare Gesù, ›

come l'accompagnava sua Madre,

con il cuore trafitto da una spada.

Eppure, la voce di Cristo mormora dolcemente:

non piangere, Madre mia, poiché il terzo giorno

io mi leverò vincitore.

Tutta la storia del mondo è ricapitolata ed assume

il suo significato in questi tre giorni,

quando il Dio‑Uomo viene a cercarci non più sul monte della Trasfigurazione,

ma nell'abisso e nella tenebra.

Lui, il Non Separato, il cui stesso essere è comunione,

ci porta tutti verso il Padre e si frappone per sempre

tra noi e il nulla.

 

Breve Zausa di silenzio

 

Preghiamo.

Signore, fa' che i nostri cuori di pietra

si sgretolino alla vista delle tue sofferenze

e diventino cuori di carne.

Fa' che la tua Croce dissolva i nostri pregiudizi.

Con la visione della tua lotta straziante contro la morte,

fuga la nostra indifferenza o la nostra ribellione.

Signore, fa' che non tiriamo più a sorte,

come i soldati ai piedi della Croce;

 non tiriamo più a caso

da una storia cieca e sciocca,

le tue vesti, con il rischio di lacerare

la tunica inconsutile della tua Chiesa.

La Madre di Dio ci introduca nei tuoi misteri,

nel mistero d'amore della Santissima Trinità,

perché, quando tu soffri, il Padre è in te

e, quando muori, lo Spirito veglia su di te.

A te, Padre, per Cristo, nello Spirito,

ogni onore e gloria nei secoli dei secoli.

Amen.

 

Prima Stazione

Gesù nell'Orto degli Ulivi

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

Giungono ad un podere chiamato Getsemani. Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni. Egli dice loro: “La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliat^•. Poi andato un po' innanzi, si getta a terra e prega: “Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.

  ¶/o:p>

Meditazione

Giardino di ulivi millenari,

bisogna spremere le olive,

affinché l'olio di fuoco, lo Spirito Santo,

si spanda sulle ferite del mondo.

 

Passione di Gesù, solitudine,

gli amici più intimi si sono addormentati.

Signore, liberaci da questo sonno

quando la passione di Cristo continua in quella degli uomini.

 

Passione di Gesù, silenzio del Padre.

Io e il Padre siamo uno (Gv 10,30),

una sola volontà, un solo amore,

ma la volontà umana di Gesù grida d'angoscia,

come se il suo essere più profondo, divino‑umano,

si lacerasse.

 

Volontà umana di Gesù,

solidarietà con tutte le solitudini,

con le tristezze e le rivolte

di noi esiliati, lontani dal giardino.

 

In Cristo, Dio sperimenta umanamente

tutte le nostre agonie,

la sconfinata agonia della storia,

l'immenso grido di Giobbe che si leva dai nostri destini,

sudore di sangue.

 

Ma, ecco,

la fiducia avanza attraverso le tenebre,

voce tremula, ancora incerta,

non ciò che voglio io,

ma ciò che vuoi tu...

Consenso.

In Gesù l'umanità

consente alla volontà del Padre.

 

Lasciamo che questa volontà ci sommerga,

attraverso le tenebre.

Le olive sono spremute.

In ogni albero si sveglia la Croce vittoriosa.

Giardino delle origini:

“Oggi sarai con me nel paradiso” (Mc 23,43).

 

Orazione

Viso insanguinato

eppure volto del Padre,

lo stesso viso che nell'ombra gronda sangue

e che noi ignoravamo.

Tu, l'infinitamente vicino,

trasforma nei nostri cuori

l'angoscia in gratitudine.

In te la passione degli uomini

diventi risurrezione.

 

Gloria e lode a te, o Cristo,

che ti fai uno di noi più di noi stessi.

Riempi di te, del tuo amore,

tutte le nostre agonie,

tutte le nostre motti.

 

Padre nostro...

 

Stavi, o Madre dolorosa,

alla croce lacrimosa

con il Figlio vittima.

 

Seconda Stazione

Gesù, tradito da Giuda, è arrestato

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

E subito arriva Giuda, uno dei Dodici e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accosta e gli dice: “Rabbi!” e lo bacia. Essi gli mettono addosso le mani e lo arrestano.

 

Meditazione

Gli uni si addormentano,

l'altro, colui che veglia, tradisce.

Torpore, tradimento,

sarebbe questa la nostra storia?

 

E bacio che parla di amore

diventa segno di odio.

Tutta la passione di Gesù

è già l'amicizia tradita,

l'amore mutato in odio.

 

Bagliore di spade nell'ombra,

ma Dio non si difende.

Nel suo rispetto infinito per l'uomo,

si consegna nelle mani degli assassini.

Si consegnm nella mani degli assassini,

come lascerà che essi lo uccidano

per offrire loro, attraverso la morte, la sua stessa vita.

 

Coloro che credono di possedere Dio,

sommi sacerdoti, scribi e anziani,

lo preferiscono distante inflessibile sovrano.

E quando viene a loro il Dio fatto uomo, ©

dolce ed umile di cuore, essi lo gettano in prigione.

<

 

Orazione

Signore, non ti darò il bacio di Giuda,

ma, come ha fatto il ladrone, ti riconosco:

ricordati di me quando sarai nel tuo Regno.

 

Di Giuda null'altro conosciamo se non la sua disperazione.

<“pan style="layout-grid-mode:line">La misericordia di Dio è sconfinata.

Ma tu, o Signore, liberaci dal Giuda ò

che ciascuno di noi porta in sé quando la brama

del denaro o del potere s'impadronisce di noi.

 

Ricordaci, Signore, che le spade che trafiggono

e i Jastoni che schiacciano

possono dare la korte, ma non vincerla.

 

TrppC spesso lÓ nostre Chiese

hanno perseguitato i loro nemici.

)

Concedi ora ai cristiani la forza dell'umile amore.

 

Padre nostro…

 

Una spada a te gemente,

tenerissima e dolente,

trapassava l'anima.

 

Terza Stazione

Gesù è condannato dal Sinedrio

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

I capi dei sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: “Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?”. Gesù rispose: “Io lo sono!”. Tutti sentenziarono che era reo di morte.

 

Meditazione

Da tanto tempo uomini sapienti e autorevoli lo condannanoœ

Alcuni dicono: non è mai esistito.

Forse è esistito, dicono altri,

ma noi non sappiamo nulla di lui.

O ancora: è un grande vate, un grande profeta,

ma un uomo, niente più che un uomo.

 

E noi, pensiamo poco a lui.

Viviamo come se egli non esistesse.

Eppure, un giorno ci assale la domanda:

sei tu il Cristo, nel quale Dio benedetto si dà a noi?

 

Allora, con le campane delle chiese,

con la bellezza delle icone, nel profondo del nostro cuore,

Gesù rompe il suo silenzio e dice: “Io lo sono”.

E dice: “lo sono”, che vuol dire: Io sono Dio.

 

Non ci resta nient'altro che ucciderlo

oppure gettarci ai suoi piedi, ripetendo ciò che egli ha detto:

“Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste

queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate

ai piccoli, perché così è piaciuto a te” (Mt 11,25‑27).

 

Orazione

Gesù, tu l'innocente che viene da altrove,

noi abbiamo tanta sete d'innocenza,

noi, che ogni giorno uccidiamo l'amore.

 

Donaci la comunione degli innocenti,

dei folli in Cristo, di coloro che non sapevano nulla

‑ nulla, forse, al di fuori di te ‑,

quando li gettavano nelle camere a gas,

o nell'inferno del freddo,

quando li gettano nelle camere di tortura

in quella camera di tortura che è spesso la vita.

 

Tu sei venuto non per condannare, ma per salvare,

sei venuto non per imprigionare, ma per liberare.

Metti allora la tua innocenza nelle nostre battaglie,

le grandi lotte dello spirito,

perché siano senza violenza e senza odio.

Metti la tua innocenza nei nostri amori,

nelle nostre famiglie.

Metti la tua innocenza nei nostri sguardi

perché contempliamo in te il volto del Padre,

perché scopriamo in te la fiamma delle cose, icone dei volti.

 

Padre nostro

 

Quanto triste, quanto afflitta

eri, o Madre derelitta,

presso l'Unigenito.

 

Quarta Stazione

Gesù è rinnegato da Pietro

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricorda quella parola che Gesù gli ha detto: “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. E scoppia in pianto.

 

Meditazione

Il gallo annuncia il giorno,

il giorno senza tramonto del Regno.

Allora Pietro si impaurisce:

il regno, infatti, non viene con schiere di angeli

o di uomini muniti di spade e di ordigni,

ma viene con la morte di sé

e, prima di tutto, con la morte del Maestro.

 

“No, tutto ciò non ti accadrà”,

aveva detto Pietro a Gesù,

che gl¾ annunciana la sua passione.

Tutto inve{e accade.

 

Gesù aveva intuito

la debolezza segreta del più forte, ;

l'ardore impaziente che all'improvviso si sottrae:

“Prima che il gallo canti due volte, Ñ

mi rinnegherai per tre volte”. #

  H



Giuda è andato ad impiccarsi disperando della salvezza

il giorno stesso della salvezza universale.

Ma Pietro scoppia in pianto.

Lacrime di Pietro,

nelle quali annega il suo orgoglio.

Lacrime di Pietro;

egli sarà il primo, ma solo come peccatore perdonÙto,

per presiedere non alla gloria, ma all'amore. à

 

Orazione

Signore, donaci le lacrime di Pietro

quando vogliamo ignorare

che la passione è il prezzo della Pasqua,

che tu vinci la morte, ma con |a morte.

Quando vogliamo ignorare

che la Croce è il solo albero della vita.

A noi, orgogliosi della nostra fede,

avidi di gustarne l'ebbrezza alla soglia,

ma che crolliamo all’improvviso,

quando viene l'orrore,

dona le lacrime di Pietro: il tuo immenso perdono.

 

Padre nostro

 

Ti accoravi, ti affliggevi,

pia Madre, che vedevi

il tuo Figlio martire.

 

Quinta Stazione

Gesù è gimdicato da Pilato

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

&Nbsp;

Dal Vangelo secondo Marco

La folla grida più forte: “Örocifiggilo”. E Pilato, volendo dare soddisfazione alla moltitudine, rilascia loro Barabba e, dopo aver fatto flagõllare Gesù, lo consegna perché sia crocifisso.

 

Meditazione

La folla aveva acclamaToÀGesù

al suo ingresso in Gerusalemme.

Ora essa grida: a morte!

Non sono più persone,

essm si sono fÀs` e tram}¤ate in una belva collettiva,

assetata di tortura e ôi sangue.

. $

Quale maýe alberga nell'uomo, quale potere delle tenebre 8 ©/span>

fa sì che questo ritOale di cwudeltà prenda di mira!l'Innocenqe?

&nb{p;

Gesù è re. t ntrato³in Gerusalemme come un re.

]ccoto, ora, re seCza città.

Tale è il nostro Dio,5che noi escludiaýo dall sua creazione <+p>

e che, incarnato vella czeazione, assume in@sé ogni esclusione.<:p> À ˜/span>

Storia crudele, ipnosi di gistruzione, ‚

ucvédere ¸ per dimenticare che dobbiamo morire.

Storia crudele e quanto mai ironica!

perché Barabba vuol dire “figlio del Padre”.

 

E l'uomo che governa, Pilato, senza altra verità

che la sua potenza, adula la folla per incanalarne la follia

e salvare l'ordine di Cesare.

Saggezza atroce dei dominatori

che gettano alle masse capri espiatori.

 

Ma presto tutto sarà capovolto: poiché il servo sofferente

<ópan style="layout-grid-mode:line">se “offre la sua vita in sacrificio di espiazione,

vedrà la luce e sarà saziato” (Is 53,10‑11).

E per lui, tutti gli esclusi, tutti gli uomini senza volto

(come allora venivano chiamati gli schiavi)

vedranno la luce e saranno saziati.

 

Orazione

Signore Gesù, re senza regno, apri la porta dei nostri cuori

perché la tua luce dolcissima,

lppure forte come una vita senza morte,

risplenda nel mondo dei Barabba e dei Pilato.

 

Signore Gesù, flagellato dai nostri peccati,

Tu che non sai neppure cosa sia il male,

e accetti in silenzio di essere schiaffeggiato,

estirpa da noi la parte d'ombra, vertigine del nulla,

così non avremo più bisogno di capri espiatori

e riconosceremo in ogni uomo “Barabba”,

il figlio del Padre, l'assassino inaspettatamente liberato.

 

Padre nostro

 

Chi alle lacrime non cede,

Madre santa, se ti vede

in supplizio gemere?

 

Sesta Stazione

Gesù è flagellato e coronato di spine

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco e secondo Giovanni

I soldati lo rivestono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela mettono sul capo. Cominciano poi a salutarlo: “Salve, re dei Giudei!”. E gli percuotono il capo con una canna e gli sputano addosso. Allora Gesù esce, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato dice loro: “Ecco l'uomo”.

 

Meditazione

Quando il Giardino delle origini fu chiuso,

Dio annunciò che la terra avrebbe generato spine,

il suolo maledetto, l'uomo colpito dalla morte.

Delle spine delle nostre sofferenze e dei nostri odi

ti incoronano i carnefici.

Il Padre “fa ricadere su di te l'iniquità di noi tutti.

Maltrattato, tu non apri la bocca,

come agnello condotto al macello” (Is 53,7).

Tutte le membra della tua carne santa

hanno sopportato l'infamia per noi,

la tua testa le spine, il tuo volto schiaffi e sputi,

la tua schiena la flagellazione e la tua mano la canna.

 

Eppure tu sei re, sei il re della Vita.

I carnefici ti incoronano,

ti rivestono della porpora regale del tuo sangue.

Nella tua mano uno scettro di scherno,

ma pur sempre uno scettro: senza saperlo, essi profetizzano.

 

Eppure tu sei sacerdote: con pacata maestà

porti il dolore del mondo

per consumarlo con il fuoco del tuo amore.

 

Tu eri alle nozze di Cana.

Ora sei alle nozze di sangue.

 

Orazione

Ecco l'uomo.

Mostraci l'uomo in ogni volto di torturato.

Ecco l'uomo.

Mostraci l'uomo in ogni volto di affamato,

non importa se affamato di pane o di una identità.

Ecco l'uomo.

Nel bruto ingordamente sazio

che cammina a ritroso verso la morte,

mostraci il volto, il tuo volto.

Mostraci nell'uomo l'immagine di Dio.

 

Padre nostro

 

Chi non soffre a contemplare

te con Cristo spasimare

nello strazio unanime?

 

Settima Stazione

Gesù è caricato della croce

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

Dopo averlo schernito, lo spogliano della porpora e gli rimettono le sue vesti poi lo conducono fuori per crocifiggerlo.

 

Meditazione

Dopo la veste di porpora,

di nuovo la veste bianca:

dopo il re, il sacerdote;

ed ecco l'altare del sacrificio:

la Croce.

 

L'hanno condotto fuori,

fuori della città santa,

fuori del sacro gelosamente protetto

che esclude il profano.

Ormai è lui la sorgente della santità,

per cui non c'è nulla che sia “al di fuori”:

nulla che non possa essere santificato.

 

L'hanno condotto fuori <7o:á>

lontano dal tempio dove si sgozzano gli agnelli:

è lui l'Agnello che porta il peccato del mondo;

non vi è più altro tempio

che il suo corpo:

eucaristia, @nostr rifugio.

 

L'hanno condotto fuori

lontano dagli uomini e da Dio,

almeno da quel Dio che essi pretendono di conoscere,

¾

perché “m½ledetto è colui$che pende dal legno” (Dt 21,23),

ma in lui ll vero Dio si rivela.

8

-

con la Croce.

 

Orazione

O Gesù, che sei stato cacCiato,

che tu non sia iiù fuori da me.

Ricomponi il mio cuord

perché sia la tub dimosaN

 

O @ Gesù, che sei stato cacciato, ­/span>

che tu non siaópiù fuori lalle nostre ChieSe 

dalle quali noi, oppïnenDole, ti scacciamo. &

  8 F/p> Gesù, che sei stato cacciató (

perché nessuno sia più “al di fuor‰”0

perché nessuno sia escluso dal convito

che ci offri di generazione in generazioóe.

&obsp;

p class="MsoNormal" style="line-height: 100%; margin-top: 0; margin-bottom: 0">O Gesù, ormai sei fuori da questo mondo,

ecco che presto lo illuminerai. ·

 

Padre nostro

 

Per le colpe delle genti

tu vedevi nei tormenti

il Figliol perc]otere.

&Óbsp;

Ottava Stazione

Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce <õo:p>

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa c*oce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

Allora costringono un tale che stava passando, Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, a portare la croce.

"line-height: 100%; margin-top: 0; margin-bottom: 0"> 

Meditazione

Simone è un nome giudeo, ma Cirene è una città greca,

in qualche parte dell'Africa.

Un contadino robusto, imbrattato di fertile limo,

forse gioioso perché gli alberi da frutta sono in fiore.

 

Eccolo alle porte della città,

passa e non sa nulla di quanto sta accadendo.

L'ufficiale dell'esercito di occupazione

vede che è vigoroso e povero

e gli ingiunge di portare di buon passo la croce di Gesù.

 

Egli non è né un discepolo né un amico.

Gli apostoli si sono dispersi.

Eppure egli non si sottrae e porta la croce,

che non gli era destinata.

 

Sono molti coloro che la vita costringe a portare la croce,

senza che sappiano che è la croce di Cristo.

La portano ogni volta che superano ogni egoismo

per nutrire, vestire, accogliere lo sconosciuto.

 

“Non ti conoscevamo”, essi dicono a Gesù,

ma egli replica: “L'avete fatto a me” (cf Mt 25,35‑46).

 

Simone aveva ancora negli occhi l'albero in fiore,

ma sotto il sangue raggrumato,

egli ha forse intravisto un volto di luce

e ha intuito che portava ben più di un albero

che presto si sarebbe disseccato:

ha intuito che portava il nuovo Albero della Vita.

 

Orazione

Signore, il destino ci costringe a portare la croce.

Rivelaci che è la tua e che in realtà sei tu a portare le nostre.

 

Signore, come croci portiamo le nostre passioni,

esse non sono prive di amore, non sono scevre di menzogna.

Con la tua passione, liberaci dall'illusione

e trasforma le nostre passioni

‑ che non sono prive di amore -

in compassione.

 

Signore, noi portiamo la croce della nostra morte,

della morte di coloro che amiamo.

Nel nostro faticoso avanzare,

rivelaci che sei tu ad attenderci

tu che fai della mia la tua Croce, Croce di risurrezione.

 

Padre nostro

 

Tu vedevi il dolce nato,

moribondo desolato,

esalar lo spirito.

 

Nona Stazione

Gesù incontra le donne di Gerusalemme

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Luca

Lo seguiva una grande folla di popolo, e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché, se trattano così il legno verde, che avverrà dei legno secco?”.

 

Meditazione

Gli uomini hanno condannato Gesù,

ma le donne lo seguono piangendo.

Non ci sono donne tra i nemici di Gesù.

In segno di maternità oltraggiata

esse si percuotono il petto.

 

Ma Gesù dice loro: “Non piangete.

Non piangere, Madre mia.

Fra tre giorni, io mi leverò”.

 

Non si deve piangere sul sacerdote

che celebra il sacrificio dell'universale santità.

 

Sul destino dell'uomo si deve piangere,

su ciò che l'uomo ha fatto del suo destino.

Lazzaro è morto, già se ne avverte il fetore.

Già i nemici assediano la città, le forze del nulla accerchiano

l'uomo e lo trascinano verso il baratro del vuoto.

 

Gesù assume questo destino per vincerlo.

Egli ha risuscitato Lazzaro e si appresta ad affrontare

Colui che separa, il quale non ha con lui complicità alcuna.

Per poterci dire infine un giorno:

“Io asciugo ogni lacrima dai vostri occhi;

non c'è più morte, né lamento, né affanno

perché le cose di prima sono passate” (cf Ap 21,4).

 

Orazione

La torre di Siloe continua a crollare,

gli eserciti incendiano sempre le città.

E tutto ciò non perché tu voglia punirci,

ma perché noi diventiamo legno secco.

 

Tu, legno verde, donaci la tua linfa perché sappiamo

come asciugare le lacrime delle donne di Gerusalemme.

 

Fa' che ciascuno di noi sia la Veronica

che terge il sudore dal tuo volto,

perché il tuo volto sulle nostre icone

‑ ogni uomo è la tua icona ‑,

sia per noi la porta dell'eternità.

 

Padre nostro

 

Madre, fonte dell'amore,

fa' ch'io senta ilxquo dolore,

ed insieme lacrimi.

 

Decima Starione

Gesù è crocifisso

 )oZp>

Perché con la tua santa croce"hal redent_’il mondo. <

  <

Dal Vangelo secondo Marco

Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.

 

Meditazione Oggy è sospeso alla forca

colui che nell'immensità tiene sospesi i mondi.

È affisso con i chiodi,

lo Sposo della Chiesa.

È trafitto da una lancia,

il Figlio della Vergine.

Veneriamo la tua soffrenza, o Cristo,

8span style="layout-grid-modeline">enga la tua risurrezione. ’„/p>

  À<&span>

Oggi Gesù conosce

l'orrore del corpo teso sulla croce, 9o:p>

lo smarrimemto engoscio[o dell'aNima

 <'span>

Ormai }gli è fratello dei torturati,  dei disperati, dei disprezzati. @

Oggi lui, il solo vivente 

‑ “io sono la Risurrezione e la Vita” (Gv 11,25) -, „/o:p> =/p> B

nato dalla Vergine, senza lacerarla,

conoEce uno strazio al di là di ogni umana misura. ð/p>

Follia per coloro che venerano la sadgezza,  0 $/p>

ma per noi potenza di Dio e sapienza Di Dio (1 Cor 1,23).

  Œ

-

O Gesù dalle brac{ia per sempre spalancateL %

dal tuo fianco trafitto sgoªga l'acqwa del battesimo

Qualche goccia di sangue rinnova tutto l'uviverso,4

l'alba dello Spirito si leva dal corpo torturato.

 

Avevamo bisogno che Dio si incarnasse e morisse

perché noi potessimo rivivere.

L'albero della vergogna diventa l'Albero della Vita,

l'asse del mondo che raccoglie ogni nostro dolore

per offrirlo al fuoco dello Spirito.

 

Questo albero si innalza dalla terra fino ai cieli.

Scala di Giacobbe, sentiero degli angeli,

il suo frutto racchiude tutta la vita,

noi ne mangiamo

e mangiandone non moriremo.

 

Orazione

O Croce di Cristo,

tu sola puoi pronunciare

il giudizio che ci condanna,

tu sola ci riveli il folle amore di Dio.

 

O Croce di Cristo,

sola risposta a Giobbe,

agli innumerevoli Giobbe della storia:

la tua vista comprima in noi ogni rivolta

e renda ridicolo ogni odio.

 

O Croce di Cristo,

concedici nei momenti più difficili

di non cadere nella disperazione,

ma ai tuoi piedi,

perché Colui che è stato innalzato su di te

ci attiri tutti a lui

nella sua gloria paradossale.

 

Padre nostro

 

Fa' che avvampi il cuore mio

nell'amare Cristo Dio,

sì che a lui mi assimili.

 

Undicesima Stazione

Gesù promette il suo regno al buon ladrone

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Luca

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso”. Ma l'altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio. Noi riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male”. E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso”.

 

Meditazione

Tutto il nostro destino si riassume

nel destino dei due malfattori.

Essi non sono degli estranei, sono noi.

La nostra scelta si riduce

al malfattore di destra o a quello di sinistra.

 

Il malfattore di sinistra propone a Gesù

l'ultima tentazione:

“Se sei il Messia, salva te stesso”.

 

Già i sacerdoti e i soldati l'avevano detto:

“Salvi se stesso e noi crederemo in lui”.

 

Ma, mentre Gesù tace, l'altro malfattore

rivolgendosi al primo, gli dice:

“Noi uomini uccidiamo e siamo uccisi,

la morte è iscritta nel profondo di noi.

Ma in Gesù, nel quale non esiste male alcuno,

in Gesù non c'è la fatalità della morte,

ma soltanto la morte per amore”.

 

E il bandito, immobilizzato dai chiodi,

conserva l'ultima libertà, quella della fede,

e grida: “Gesù, ricordati di me

quando entrerai nel tuo regno”.

 

Egli ha forse intuito che il regno non deve più venire,

ma è già presente, è Gesù nel suo sacrificio d'amore.

È presente, è Gesù:

un solo Soffio di vita con il Padre.

In Lui la terra del dolore diventa paradiso.

 

Allora, volgendo lo sguardo al malfattore, dice:

“Oggi sarai con me nel paradiso”.

 

Orazione

Gesù, ciascuno di noi è insieme il malfattore che bestemmia

e il malfattore che crede.

Signore, io ho fede, soccorri la mia mancanza di fede.

Sono inchiodato alla morte, null'altro mi resta

che gri„are: “Gesù, ricordati di me

quando verrai con il tuo regno”.

 

Gesù, non so nulla, non comprendo nulla

in questo mondo d'orrore.

Ma tu vieni a me, con le braccia aperte, con il cuore aperto,

la tua sola presenza è il mio paradiso.

Ricordati di me,

quando verrai con il tuo regno.

 

Gloria e lode a te, che accogli

non i sani, ma i malati,

tu che hai come inatteso amico uno scellerato

messo al bando dalla giustizia degli uomini.

Già tu scendi agli inferi e liberi

coloro che si credevano dannati e che gridano a te:

“Ricordati di noi, Signore,

quando verrai con il tuo regno”.

 

Padre nostro

 

Santa Madre del Signore,

fvrtemente dentrï il cuore

le sue piaghe infiggimi.

 

<ðpan style="font-size:12.0pt;mso-bidi-font-size:11.0pt">DoDicesima Stazione

G}sù in Croce, la Madre e il discepolo

 

Ti adoriao4 o Cristo, e ti benediciamo. <span>

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondogGiovanni

In quell'Ora, Gesù vedendo la madre e lì accanto a ]ei il)discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, eccú tuo figlio”. Poi disse al dIo{epolo:  “Ecco la tua madre”. E da quel momento il discepolo la prese nella sui `asa.

  !/p>

Meditazione

Ai piedi della Croce: Maria e Giovanni, p>

la Madke e il &iscepolo prediNetto.

Maria, Madre di Dio: ella ha detto sì all'ange o, 9/G:p>

scioglindo sovranamente la tragedia della#nostra libertà. C   <¿p>

Nella serena trÉsparenza del suo corpo, ella ha generato.

Ora una spada le trapassa il cuore.

   

Giovanni, il solo dIscepolo fedele fino alla fine.

Nell'ultima cena,

il suo capo ha riposato sul cuore del Maestro,

sul cuoXÆ del mondo.

Egli ha conservato le su` ultime parole,

l'unità di Gesù e del Padre, Ñ/p>

la promessa dello Spirito Santo.

Donna, dice Gesù.

Donna: in lei ogni femminilità, <Š:p>

ogni tànerezza, ogni bellezza.

Donna forte e dignitosa,

che conservi tutte queste cose nel tuo cuore,

il tuo Figlio risuscitato

scomparirà agli occhi degli uomini,

ma ecco, tu hai un figlio nel tuo Figlio.

Custode dell'adozione,

madre di tutti gli uomini,

salve, piena di grazie, il Signore è con te. ;

 

E Giovanni l'accoglie nella sua casa,

nel suo amore,

presenza ormai silenziosa,

del grande silenzio dell'adorazione.

Stia ella così nelle nostre case,

madre di ogni fedeltà, di ogni tenerezza.

Stia ella così nella casa del mondo,

terra di infinita fecondità.

 

Ecco la prima Chiesa

nata dal legno della Croce.

Quando Gesù, chinando il capo, consegna lo Spirito

è come una prima Pentecoste.

 

Orazione

Gesù, figlio del cielo, per il Padre tuo,

figlio della terra, per la tua Madre,

rendici figli della terra e del cielo,

per le preghiere della Madre di Dio.

 

Gesù, una lancia ha trafitto, il tuo fianco,

forse anche il tuo cuore.

A te, Maria, una spada trafigge il cuore.

Signore, fa' entrare anche noi

in questo terribile scambio,

per le preghiere della Madre di Dio.

 

Gesù, figlio della Vergine,

rendici, come il discepolo che tu amavi,

testimoni della luce e della vita,

della luce della vita,

per le preghiere della Madre di Dio.

 

Padre nostro

 

Con il Figlio tuo ferito,

che per me tanto ha patito,

dividiam gli spasimi.

 

Tredicesima Stazione

Gesù muore sulla Croce

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

Alle tre, Gesù grida con voce forte: “Eloì, Eloì, lema sabactàni!”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Uno corre a inzuppare di aceto una spugna e postala su una canna gli dà da bere. Ma Gesù, dando un forte grido, spira.

 

Meditazione

Gesù, il Verbo incarnato,

ha percorso la distanza più grande

che l'umanità perduta possa percorrere.

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Distanza infinita, supremo strazio,

prodigio dell'amore.

 

Tra Dio e Dio,

tra il Padre e il Figlio incarnato,

si frappone la nostra disperazione

con la quale Gesù è solidale fino in fondo.

 

L'assenza di Dio è precisamente l'inferno.

“Ho sete”, dice ancora Gesù,

riecheggiando il salmo:

“È arido come un coccio il mio palato,

la mia lingua si, è incollata alla gola,

su polvere di morte mi hai deposto”.

 

Dio ha sete dell'uomo e l'uomo lo fugge,

innalzando un “muro di separazione”.

Gesù, inchiodato a questo muro, dice: “Ho sete”

e riceve aceto.

 

L'eterno abbraccio del Padre e del Figlio

diventa distanza tra il cielo e l'inferno.

“Eloì, Eloì, lema sabactàni?”.

Come se, per un attimo,

il Dio crocifisso si trovasse ad essere incredulo.

 

In quel momento tutto si capovolge.

In Gesù, la volontà umana,

come al Getsemani, acconsente.

“Padre, nelle tue mani

consegno il mio spirito” (Lc 23,46).

L'abisso della disperazione svanisce

come una irrisoria goccia di odio

nell'abisso infinito dell'amore.

La distanza tra il Padre e il Figlio

non è più il luogo dell’inferno,

ma dello Spirito.

 

Orazione

Gesù, tu hai spogliato te stesso

assumendo la condizione di servo

fino alla morte e alla morte di croce (Fil 2,7‑8).

Insegnaci a dire, nel giorno dell'angoscia,

o forse dell'agonia:

“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”.

 

Ormai il cielo, la terra e l'inferno sono pieni di luCe.

Nulla può separarci da te.

“Dove andare lontano dal tuo spirito?

Se scendo negli inferi, eccoti” (Ni>Sal 139).

 

O Pastore immolato,

prendici sulle tue spalle

per ricondurci verso il Padre.

Che in te l'incredulo più tormentatg

trovi j infine la risposta.

Lode a te( Gesù, nostro Dio:

tu trasformi la croce della disperazione <7p>

nella croce pasquale.

 

PadrE nostro

 

Fin che vita in me rimanga,

con te, Madre, fa' ch'io pianga

di Gesù il patibolo.

 

Quattordicesima Stazione

Gesù è deposto nel sepolcro

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco

Giuseppe d'Arimatea, comprato un lenzuolo, cala il corpo di Gesù giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depone in un sepolcro scavato nella roccia.

 

Meditazione

Giuseppe ti ha protetto quando eri bambino.

Un altro Giusepue ti schioda dolcemente dalla croce.

Nelle sue mani tu sei più abbandonato

di un bimbo nelle mani della madre.

Egli depone nel grembo della roccia

la reliquia del tuo cojpo immacolato. @

 

La› pietra è rotolata,(tutto è silenzio.

È il sabbat misterioso.

Tutto tace, la creazione trattiene il respiro.

Nel vuoto totale d'amore, discende il Cristo.

Ma da vincitore.

 

Egli arde del fuoco d llo Spirito.

Al suo contatto, i legami dell'umanità si consumano.

 

O Vita, come puoi morire?

Muoio per distruggere la potenza della morte

e risuscitare i morti dall'inferno.

Tutto tace. Ma la grande lotta ha fine.

Colui che separa è vinto.

Sotto la terra, nel profondo delle nostre anime,

una scintilla di fuoco si è accesa.

 

Veglia di Pasqua. Tutto tace, ma nella speranza.

L'ultimo Adamo

tende la mano al primo Adamo.

La Madre di Dio asciuga le lacrime di Eva.

Attorno alla roccia mortale, fiorisce il giardino.

 

Orazione

O mio liberatore,

ero fuggito lontano da te,

nel mortale spessore della roccia.

Ma tu spezzi ogni barriera,

conduci con te tutti i prigionieri,

prigionieri di loro stessi e del diavolo.

Li conduci verso l'alba della Pasqua,

perché l'amore è forte come la morte (Ct 8,6).

 

Mantengo la mia anima in pace e in silenzio

come un bimbo stretto

al seno di sua madre (Sal 131).

So che tu mi troverai.

 

Gesù regale, risplendi nelle tenebre,

fiaccola di vita.

Della tua presenza vibri il silenzio,

il mondo non sia più una tomba vuota!

I due Adami si identificano nella luce,

nei sepolcri non ci sono più morti.

Cristo è risuscitato dai morti,

con la morte schiaccia la morte.

A chi è nel sepolcro,

egli reca la vita.

 

Padre nostro

 

Quando il corpo vien diviso,

il glorioso paradiso

per lei dona all'anima.

 

Benedizione

Il Signore sia con voi.

E con il tuo spirito.

 

Vi benedica Dio onnipotente

Padre e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

 

Andate in pace.

Rendiamo grazie a Dio.