VIA CRUCIS DI AUSCHWITZ

 

“Se moriamo con lui,

vivremo anche con lui;

se con lui perseveriamo,

con lui anche regneremo”.

(2Tm 2,11-12)

 

La via della Croce è la strada che Cristo ha voluto percorrere per liberare l'uomo dalla prigionia del peccato. Una strada carica di sofferenza e segnata dall'abbandono che Gesù ha affrontato da solo portando su di sé tutta la miseria dell'uomo. Una miseria che continua a generare nella storia ideologie e sistemi che conducono all'oppressione e alla distruzione della dignità umana. La Via Crucis di Auschwitz testimonia la crudeltà dell'uomo, ma nello stesso tempo ci apre alla speranza della Redenzione.

Il Cristo dall'alto della croce, nella totale offerta di sé al Padre, ha sconfitto la malvagità del peccato e ha ridato agli uomini il coraggio di vivere da veri Figli di Dio. Percorrere questa via non significa perdersi nei labirinti del male e della distruzione ma accettare consapevolmente la sfida per costruire, a partire da noi stessi, dal nostro cuore e dal nostro impegno, un mondo più umano e una convivenza più civile.

La via della Croce può sembrare stoltezza all'uomo moderno prigioniero dei miti del progresso e della scienza, ma è per noi credenti la sapienza più alta. La sequela del crocifisso ci dà la certezza che come Cristo ci ha salvato con il suo dono d'amore, così oggi anche noi, inseriti in Lui, possiamo contribuire alla liberazione e alla maturazione di tanti uomini che sono ancora sfruttati e oppressi.

Il testo che qui viene presentato può aiutare a far memoria dei fatti storici, ma soprattutto ci spinge a tradurre in fiduciosa preghiera la nostra presenza sui luoghi di quella immensa tragedia che ha segnato questo secolo.

Con queste pagine è data alla coscienza e alla fede di ciascuno l'opportunità per una meditazione che dovrà segnare la responsabilità e l'impegno ecclesiale e civile.

+ Salvatore De Giorgi

 

 

VIA CRUCIS DI AUSCHWITZ

“... vengo quindi a inginocchiarmi a questo Golgota dei nostri

tempi, a queste tombe in gran parte senza nome... Auschwitz è un

luogo che non si può solamente visitare. In tale visita bisogna

pensare con paura dove si trovano le frontiere dell'odio”.

(Giovanni Paolo II)

 

Cari pellegrini al Golgota dei nostri tempi, dal 1945 la gente visita i luoghi che già furono i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Con diversi atteggiamenti e vari stati d'animo osserva i luoghi dove subirono il martirio vittime innumerevoli e spesso anonime, qui deportate soprattutto con lo scopo di venire sterminate. E furono qui deportati bambini, donne e uomini di molte nazioni, confessioni religiose e lingue.

Quel vero e proprio abisso di sofferenze oggi è molto difficile perfino immaginarselo, anche se ne parlano testimoni e specifiche pubblicazioni scientifiche. Ma ricordano quella geenna i blocchi, il muro della morte, le macerie dei forni crematori, le fosse per le cremazioni, le torri di guardia e i fili spinati - ricordano con orrore e accusano.

E vero, gli ex campi di concentramento parlano del crimine di genocidio qui realizzato, di una terribile sconfitta dell'umanità, di una tragedia di dimensioni apocalittiche/

Tuttaöia, alla luce della fede cristiana, qui ha avuto luogo l'eroismo e la vittoria dei testimoni della Cro`e di Cristo. Proprio della vittoria spirituale dellq fede e dell'amore sull'odio e sulla sopraffazione ha parlato con forza il Santo Padre Giovanni Paolo Il nel suo discorso a Brzezinka (Birkenau), sulla banchina ferroviaria äell'ex campo di Auschwitz Il, il 7 giugno 1979, durante la Messa c¹ncelebrata `on i sacerdoti ex prigionieri e con la partecipazione di oltre un milione dÑ fedeli.

Anche la solenne ceùebrazione del primo anniversario della beativicazÀone di Padre Massimiliano Kolbe, svoltasi a Brzezinka nell'ottobre del 1972, con la partecipazione di sei cardinali decine di vescovi, centinaia di sacerdoti e oltre mezzo milione di fedeli, ha proclamato la vittoria della Croce d© Cristo. Una conferma della vitoria che la fedd e l'amore hanno qui riportato è stata la canonizzazione di S. Massimiliano martire nel 1982. Egli simbolicamente rappresenta i tanti eroi dell'amore del prossimo e della bontà e i difensori della fede e della dignità dely'uomo.

Un tale eloquente sign ficato ha pure il convento contemplativo delle Suore Ca²melitane Scalze, cÝe è stato fondato poco lontano dal blocco della morte, all'esternw del perimetro del campo.

Di questo significato parla anche la Casa della Preghiera e la Chiesa di Zrzezinka, che sono sorte nell'edificio dell'ex Comando del campo di concentramento. Questa verità, che la fede e l'amore hanno vinto sull'odio, la proclama la nuova Chiesa di Auschwitz, dedicaua a S. Massimiliano martire, un vero monumento a tutti i martiri di Auschwitz.

Il testo di questa Via Crucis è stato steso da laigi appartenenti al Club degli Intellettuali Cattolici di Auschwitz.

Auguro che la meditazione di questa Via erucis al Golgota dei nostri tempi produca molti frutti spirituali e desti in tutti noi una coscienza ancor più viva che in ogni uomo inconpriamo lo stesso Cristo.

+ Kazimierz Gorny

(Oswiecim, Festa di S.@Massimiliano martire, 1985)

 

 

I. La porta della morte

 

Siamo sulla soglia }el luogo, che `fu costruito come negazione della fede - fede in Dio e fede nell'uoíoÉ- e per calpestare radica$mente non soltanto l'amore, ma Ú tutti i!segni della diënità umana, del senso di umanità. Un luogo `che fu costruito sull'odio e ³ul disprezzo dell'uomo, nel nome di un'ideologia folle, un luogo costruito sulla crudeltà...

In questo luogo ha conseguito la vittoria attr[verso la fede e l'amore un uomo di nome Massimiliano Maria...

Egli ha conseguito una vittoria spirituale, simile a quella di Cristo stesso... si£uramenteì però, molte altr| vittorie simili sono state qui conseguite... Vogliamo abbraccire con atto di profonda venerazione ognuna di queste vittorie, ogni manifestazifne di umaniuà...'.

Giovanni Paolo II

(Oswiecim - Brzezinka, 7.6.1979)

 

 

Il campo di concentramento di Auschwitz (Koncentrationslager Auschwitz) fu fondato nel giugno 1940. Nel periodo iniziale vi furono messi soprattutto dei prigionieri polacchi.

Nel settembre 1941, nei sotterranei del blocco II è stata@compiuta la prima prova di uccisione di uomini con il gas (ciclone B). In questo cosiddetto campo-madre (Stammlager) è stata costruita la prima camera a gas. Così è stato dato inizio allo sterminio sistematico degli uomini.

Nell'autunno del 1941, per ordine del capo della polizia tedesca Heinrich Himmler, è stata iniziata la costruzione del campo di Auschwitz Il, sul terreno del villaggio polacco di Brzezinka (Birkenau), distante circa 3 Km. dal campo-madre.

La costruzione non è però mai stata ultimata. Al momento della liberazione, la superficie del campo di Brzezinka comprendeva circa 175 ettari, con più di 250 baracche.

Dal 1942 Birkenau è diventato luogo di deportazione e di sterminio di gente proveniente da tutti i paesi occupati dai Nazisti, ma soprattutto della popolazione ebrea. Nel campo funzionavano le 4 più grandi macchine di sterminio, ossia i forni crematori con le camere a gas. Inoltre, lo sterminio col gas (ciclone B) veniva eseguito in 2 edifici ristrutturati a questo scopo.

 

 

Stazione I

Gesù condannato a morte

 

“Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme. Il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai Sommi Sacerdoti e agli Scribi, che lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno, risusciterà. (Mt 20,18-19)

 

“Allora i Sommi Sacerdoti e gli Anziani del popolo si riunirono nel palazzo del Sommo Sacerdote che si chiamava Caifa e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire”. (Mt 26,3-4)

 

“Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni. Ci rimprovera le trasgressioni della Legge e ci rinfaccia le mancanze contro l'educazione da noi ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio... Condanniamolo ad una morte infame perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà da Dio”. (Sap 2,12-20)

 

“Venuto il mattino, tutti i Sommi Sacerdoti e gli Anziani del Popolo... messolo in catene, lo condussero e consegnarono al Governatore Pilato”. (Mt 27, 1-2)

 

“Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: “Che accusa portate contro quest'uomo?... Che cosa hai fatto?”. Rispose Gesù: “Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità””. (Gv 18,29.35.37)

 

 

Preghiamo per noi tutti qui presenti, perché abbiamo la forza e il coraggio di stare ogni giorno dalla parte della Verità.

 

Preghiamo....

 

0 Dio, che nel tuo amore di Padre ti accosti alla sofferenza di tutti gli uomini e li unisci alla Pasqua del tuo Figlio, rendici puri e forti nella persecuzione e nella prova, perché sull'esempio del Cristo, impariamo a condividere con i fratelli il mistero del dolore, illuminati dalla tua verità.

Per Cristo nostro Signore.

 

 

II. La banchina ferroviaria

 

Lungo la via principale del campo corre una linea ferroviaria, dove facevano scalo i treni con i prigionieri.

Essa fu messa in funzione nel maggio 1944 per consentire lo sterminio degli ebrei ungheresi, che era stato allora pianificato.

Sulla banchina le SS procedevano alla selezione dei deportati. Quelli a loro parere inadatti al lavoro, venivano immediatamente avviati alla morte nelle camere a gas.

I restanti, circa il 30% dei nuovi arrivati, erano scortati al campo. Fino al maggio 1944 la selezione si effettuava presso i binari che portavano da Auschwitz a Czechowice, nelle vicinanze dell'attuale deposito del combustibile.

Questa era la cosiddetta vecchia banchina degli ebrei.

“... Sul binario accanto sta ferma una lunga fila di carri merci. Le porte sono sigillate, i fari gettano sul treno e sulla banchina una luce abbagliante. Dai piccoli finestrini, muniti di grate di filo spinato, facce spaventate guardano fuori... Ora si può scaricare il treno... Sulla banchina si crea un enorme caos. Eleganti francesi, con pellicce e calze di seta, anziani sfiniti, bambini con la testolina riccioluta, vecchiette, uomini nel fiore degli anni...

Lasciano il treno madri con i loro piccoli in braccio e malati sorretti da altri, che li aiutano volentieri. Prima di tutto si separano gli uomini dalle donne. Si assiste a sconvolgenti scene d'addio: si separano mariti e mogli, le madri per l'ultima volta salutano con la mano i loro figli”.

(Auschwitz agli occhi delle SS - Ricordi di Broad, pp. 170-171)

 

 

Stazione II

Gesù prende la croce sulle sue spalle

 

“Essi allora presero Gesù ed Egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota”. (Gv 19,17)

 

“Ecco l'Agnello di Dio, ecco Colui che toglie il peccato del mondo!”. (Gv 1, 29)

 

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (Mt 16,24)

 

“Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me”. (Mt 10, 38)

 

 

“Se questo riscatterà le colpe, volentieri io prendo la mia croce. Pur di essere sempre più vicino a Te, tendere lassù, verso il cielo. E’ ripida, spinosa la via che conduce alle Tue porte, Signore, ma ogni anima pura vi troverà la gioia e la pace. Nonostante grate e serrature, Tu rimani qui con me, a placare il mio dolore e la mia sofferenza, allontani il cattivo fantasma dal sonno. Ti sarò sempre fedele fino al termine di tutti i giorni. Che il Tuo nome nel mio cuore splenda sempre come il sole”.

M. Olszewska

(prigioniera nel campo di Auschwitz)

 

Preghiamo per tutti coloro che su questo Golgota del XX secolo hanno accettato la Croce e, seguendo le orme del Signore, non si sono piegati sotto il suo peso.

 

Preghiamo...

 

O Dio della vita, guarda alla schiera dei martiri che, accogliendo il giogo del tuo volere, hanno camminato sulla via della croce, e fa che, per il loro sangue tutte le genti seguano come Maestro e Signore il tuo Figlio. Egli è Dio e vive e regna con Te e con lo Spirito Santo per tutti secoli dei secoli.

 

 

III. La guardiola delle SS

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Dal maggio 1944, nelle vicinanze del cosiddetto Blockfuhrerstube cioè della guardiola delle SS, veniva eseguita la selezione dei prigionieri. Per lo più, gli anziani, gli handicappati, le donne incinte e i bambini venivano immediatamente destinati alle camere a gas. Invece, la gente ritenuta capace di(lavorare veniva mandata alla disinfezione e, dopo la registrazione, era utilizzata come manodopera. In tutta la durata del campo di concentramento di Auschwitz sono state registrate più di 405.000 persone.

 

 

Stazione III

Gesù per la prima volta cade sotto la croce

 

“Palpita il mio cuore, la forza mi abbandona, si spegne la luce dei miei occhi... i miei vicini stanno a distanza... sono curvo e accasciato, triste mi aggiro tutto il giorno”. (Salmo 38,11-12.7)

 

“Sulle tue vie tieni saldi i miei passi e i miei passi non vacilleranno”.

(Salmo 17,5)

 

“Toglici, o Signore Onnipotente, tutto quello che per noi è prezsoso, amato più della vita, e dacci soltanto la forza di resistere alle continue sofferenze, con le ' quali il nemico ci nutre incessantemente”.

Don Honrad Szweda

(Fiori sul Golgota, p. 126 - Preghiera di un prigioniero)

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Preghiamo, perché nella nostra vita sappiamo se

 

Preghiamo...

 

0 Dio Onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell'umanità sofferente, spezza il giogo della violenza e del sopruso che rende gli uomini estranei e nemici e fa' che accogliendoci come fratelli diventiamo segno dell'umanità rinnovat¥ nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

 

 

IV. Il blocco della compagnia di disciplina.

*l campo delle donne

 

Il settore B 1, che si estendeva a sinistra€della porta principale a Brzezinka, era il campo per le donne di varia nazionalità. Proprio da questo seqtore i TeÁmschi hanno iniziato la costruzione di tµtto il campo Di Brzezinka. Nel úseôtore B 1e era dislocato l£-dificio per i prigionieri della compagnia di disciplina, destinato prima agli uomini e poi, dall'estate81942, alle donnd.

“Fino ¡l maggio del 1943 tuqti i bambini nati nel campo di concentramento di AuschwitzveNivano ammazrati ©n manierD crudele: annegati in una bodticella. . Toco dopo, la madre poteva vedere il corpo Del suo bamgino gettato fuori dal flÙcco e fatto a pezzi dai topi”.

Brano tratto dal `Rappo²to di un'ostetrica di Auschwitz'

 

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Stazione IV

Gesù incontra sua madre

 

“Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c'è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta e con cui il Signore mi ha punito”. (Lam. 1,12)

 

“Con che cosa ti metterò a confronto? A che cosa ti paragonerò, Figlia di Gerusalemme?”. (Lam 2,13)

 

- Bambini, chi vi ha uccisi, piccoli bimbi?

- Degli uomini.

- Ma quali uomini?

Avevano forse facce di mostri, avevano forse zanne e artigli e occhi d'animale?

û

- Erano semplicemente degli uomini.

Uomini come tutti gli altri,

con occhi e denti umani.

Di statura uguale ai nostri padri.

- Forse un vulcano li ha partoriti

e non hanno avuto madri?

- Li hanno partoriti madri umane,

ricordavano le ninnananne che le mamme cantavano a loro

quando erano così come noi...

- Certamente non avevano bambini, questi uomini.

- Li avevano.

Scrivevano loro delle lettere,

mandavano loro nei pacchi delle scarpine poco usate, giocattoli.

- Come vi uccidevano questi uomini?

- Ci soffocavano col gas,

ci buttavano nel fuoco,

ci schiacciavano contro il muro,

ci calpestavano coi loro stivali.

Ci facevano iniezioni di fenolo,

e quando erano buoni,

ci offrivano una pallottola.

- E quando vi avevano già uccisi, cosa facevano questi uomini?

- Si asciugavano il sudore della fronte con un fazzoletto bianco e dicevano:

“Però, oggi ci siamo affaticati.

è stato un lavoro duro.

Tanti erano i piccoli bambini”.

 

Elzbieta Piotrowska

(Interrogatorio)

 

Preghiamo per queste mamme, che hanno vissuto il crimine perpetrato sui loro bambini, perché trovino consolazione al loro dolore e le orme del loro bambino che conducono al cielo.

Preghiamo anche per i bambini uccisi nei campi di sterminio, perché la loro morte innocente sia un sacrificio di espiazione e un forte richiamo a tutte le donne, future madri, per una premurosa ed eroica difesa della vita dei nascituri.

 

Preghiamo...

 

0 Dio che riservi la gloria del tuo Regno ai piccoli e agli umili, accogli fra i tuoi Angeli i bambini crudelmente strappati alla vita, e asciuga ogni lacrima dai loro occhi perché possano gioire eternamente del tuo amore di Padre. Per Cristo nostro Signore.

 

 

V. La camera a gas e il Il crematorio

 

Dietro la parte femminile del campo di concentramento di Brzezinka si trovava il Il crematorio. Oggi ne esistono solo le macerie, perché è stato fatto saltare in aria dalle SS prima di abbandonare il campo. Il I crematorio e la I camera a gas si trovavano nel campo-madre di Auschwitz I. Il Il crematorio cominciò a funzionare nel mese di marzo del 1943.

Era uno dei più grandi forni crematori di Brzezinka.

Nella camera a gas, che si trovava nei suoi sotterranei, si potevano uccidere circa 2.000 persone per volta. Nelle fosse accanto all'edificio si sotterravano le ceneri dei corpi umani bruciati.

 

 

Stazione V

Simone Il cireneo aiuta Gesù a portare la croce

 

“Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo” (Gal 6,2)

 

“Durante un'epidemia di tifo esantematico, in blocchi isolati era morto tutto il personale di servizio e non c'era nessuno disposto a lavorare tra i malati di tifo, perché tutti sapevano che non ne sarebbero tornati vivi.

Di fronte allo stupore di tutto il campo, si fecero avanti dei sacerdoti polacchi... Padre Januszewski, un carmelitano, disse: “Ci vado volentieri, anche se sono sicuro che non tornerò più”.

don K. Szweda

(Fiori sul Golgota, p. 162)

 

“Sei stato per me un silenzioso apostolo del pane, di cui una briciola, offertami in silenzio, come una briciola di cielo, pieno di grazie, l'hai condivisa con me, fratello mio carissimo”.

Wlodzimierz Wnuk

(All'amico - frammento)

 

Preghiamo di ottenere la grazia di poter realizzare questo comandamento divino: di aiutarci come buoni fratelli.

 

Preghiamo...

 

0 Dio, il tuo unico Figlio ha preso su di sé la povertà e la debolezza di tutti gli uomini, rivelando il valore misterioso della sofferenza, donaci un cuore grande che sappia compatire ogni infermità e portare il peso dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

 

 

VI. Il monumento ai martiri delle varie nazioni

 

Il monumento alle vittime del campo di sterminio di Auschwitz si trova alla fine della banchina ferroviaria del campo di Brzezinka, tra le macerie del Il e III forno crematorio.

E’ 9 stato inaugurato nell'anno 1967. Questo monumento è il luogo dove si rende omaggio alle persone sterminate in tutti i lager che po²tano il nome di Campo di concentramento di Auschwitz. Ce n'erano stati più di trenta. Davanti al monumento ci sono le stele commemorative scritte nelle lingue usate dai prigionieri: in lingua polacct, inglese, bulgara, zingaresca, ceca, danese, «rancese, ebraica, greca, yiddish, spagnola, fiamminga, serbo-croata, tedesca, norvegese, russa, rumena, ungherese e italiana.

 

 

Stazione VI

La veronica asciuga Il volto di Gesù

 

Non nascondermi il tuo volto; nel giorno della mia angoscia... Il mio cuore abbattuto come erba, inaridisce, dimentico di mamgiare il mio pane”.

(Salmo 102,3.5)

 

In quell'inferno non è però mancato il pane eucaristico.

Nel più profondo dell'umiliazione dell'uomo, ardeva la fiamma dulla fede, che dava forza e conduceva fuori dalle tenebre.

 

“Vanno lentamente dentro, dove lampeggia una fiammella rowsa. Vanno con il dolore dei miliori di cuori in ricerca di una medicina...

Vanno con l'impotenza dei deboli in cerca di forza...

Vanno con la fede di migliaia di anime in cejca di un miracolo...

NN del campo di concentraento di@Mejaabek

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Nel panificio del campo di Auschwiuò alcunû prigionieri “iniziati”, orrendo un grve ris£hio, cuocevano pani azzimi, che venivano usati dai sacerdoti nelma Messa...

In un angolo della stanza, in uno stretto passaggio tra i letti a castello, avevano messo!uno sgabello. Su di esso, una semplice croce. Questo era l'iltare. Il sacerdote, senza stola né pianeta, con indosso gli stracci di prigioiero, accosciato iniziava la S. Messa. Intorno, gli "iniziati” 5cercavano di coprirho, perché nessun estraneo si accordesoe di cosa stava accadendo. I pensieri si staccavano finalmente dalle terribili immagini della vita del campo di sterminýo, I cuori±si riscaldavanw in un'ardente p²eghiera... Le ostÉe consacrate, il(sacerdote le avvolge in un fazzoletto bianco, se8le nasconde al petto e nel più grande segreto, dietro un cumulo di pietre o dietro l'angolo della baracca, distribuisce la S. Comunione. La porta anche agli agonizzanti nell'ospedale del campo”.

W. J. Wysocki

(Dio in una terra disumana, pp. 63, 65, 67)

 

Prerhiamo per tutti coloro che, nell'inferno dellq vita nel campo di sterminio,kenzai badare ai rischi, hanno portato aiuto ai loro frAtelli, pri÷ion eri come Œoro.

 

 

0 Dio, che non ti stanchi mai di usarci mis`ricordia, donaci di essere nel mondo un riflesso del tuo amore, perché nella sollecitudine per i fratelli diffondXamo il messaggio evangelico di riconciliazione e di pace.

Per Cristo nostro Sigvore.

 

 

VII. La camera a gas e il III crematorio

 

Sulla destra del monumento, si trovano le macerie del III crematorio. Esso fu costruito secondo gli stessi piani del Il crematorio. Anche questo edificio aveva, oltre ai forni crematori, una camerñ a gas in cui si uccideva, con il ciclone B, circa 2.000 persone per volta. Il III crematorio cominciò a funzionare nel mese di giugno 1943. Al lomento della ritirata delle truppe è stato fatto saltare in aria dalle SS.

 

Stazione VII

Gesù per la seconda volta cade sotto la croce

 

“Ma essi godono della mia caduta, si radunano contro di me per colpirmi all'improvviso. Mi dilaniano senza posa, mi mettono alla prova, scherno su scherno, contro di me digrignano i denti”. (Salmo 35,15-16)

 

“... Da dove si è steso non potrà rialzarsi”. (Salmo 41,9)

 

“Quale vantaggio dalla mia morte?”. (Salmo 30,10)

 

“Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati”. (1 Gv 2, 2)

 

“Gesù, Ti amo”, ripeteva spesso.

Questo faceva sì, che avesse sempre il volto sereno.

Le sue labbra non hanno mai pronunciato una sola parola di lamento o di imprecazione.

- Ti fa molto male? Chiedo chinandomi sul malato.

- Non sono io a soffrire, ma Cristo soffre in me e attraverso di me risponde sottovoce. Ne sono rimasto edificato.

In quel momento ho capito qualcosa di un mistero incomprensibile: che non sono soli i malati a soffrire, ma Dio soffre in loro, li ama di cuore, manifesta la sua potenza attraverso il loro sacrificio... Perché solo così, attraverso le nostre sofferenze, Cristo può prolungare la sua Passione, per riscattare gli altri uomini... Colui che ama, è passato dalla morte alla vita”.

Don K. Szweda

(Fiori sul Golgota, pp. 56-57)

 

Preghiamo per le persone piagate dall'alcolismo, perché con la grazia di Dio possano liberarsi da questo vizio.

 

Preghiamo...

 

0 Dio, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio per liberare l'uomo dalla schiavitù del peccato, strappa dall'oppressione del male i tuoi figli, perché brilli in tutti noi la gloria della tua santità.

Per Cristo nostro Signore.

 

 

VIII. Le fosse per la cremazione

 

In connessione con il previsto massiccio sterminio degli ebrei, furono ristrutturate due case di contadini polacchi, situate nel bosco vicino a Brzezinka, con l'intento di usarle come camere a gas. Una di esse fu chiamata "Bunker n. 2” oppure “Casa Bianca". Questo fu il luogo di sterminio dei primi deportati nell'estate 1942. Nel 1943, dopo la costruzione dei 4 grandi crematori, i Nazisti sospesero temporaneamente l'eliminazione dei prigionieri in quell'edificio, che ricominciò a funzionare nell'estate 1944, al tempo dello sterminio degli ebrei ungheresi. Nelle vicinanze, si trovavano due baracche-spogliatoio, dove la gente si spogliava prima di entrare nella camera a gas. Accanto, erano situate 4 grandi fosse, i cosiddetti “mucchi crematori”, per bruciare i cadaveri all'aria aperta.

Probabilmente qui morì la Beata Edith Stein, carmelitana scalza.

 

 

Stazione VIII

Gesù incontra le donne

 

“Lo seguiva una grande folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di Lui. Ma Gesù voltandosi verso le donne, disse “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse, e su i vostri figli””. (Lc 23,27)

 

Preghiamo per tutti i persecutori, per tutti coloro che calpestano la dignità umana degli altri, privandoli della libertà fisica e di quella di pensiero e di coscienza, affinché anche loro possano vedere la Luce ed entrare nella via del Bene.

 

Preghiamo...

 

0 Dio, nelle tue mani è ogni potere, e tu domini su ogni creatura, piega le menti ribelli e fa cadere dalle mani dei superbi l'arma della violenza e dell'oppressione, perché il nostro tempo conosca un'era di prosperità e di pace e tutta l'umanità si raduni finalmente nell'unica tua famiglia. Per Cristo nostro Signore.

 

 

IX. La sauna

 

La sauna era l'edificio in cui avveniva l'accettazione dei deportati nel campo e la disinfezione degli effetti personali dei prigionieri sterminati. Di fronte alla sauna si trovavano 30 magazzini, costruiti in legno, una parte dei quali veniva usata anche come abitazione dei prigionieri uomini e donne - impiegati nell'Effektenkammer, cioè la cosiddetta “Canada” e nel servizio della sauna. Queste baracche vennero bruciate dalle SS nel gennaio 1945, insieme con il materiale lì depositato. Nelle fondamenta di una delle baracche si sono a tutt'oggi conservati i residui, in forma di lega metallica, degli oggetti allora bruciati.

 

 

Stazione IX

 

Gesù per la terza volta cade sotto la croce

 

“Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grande per me”. (Nm 11,14)

 

“Il nemico mi perseguita, calpesta a terra la mia vita, mi ha relegato nelle tenebre, come i morti da gran tempo. In me languisce il mio spirito, si agghiaccia il mio cuore”. (Salmo 143,3-4)

 

“Ho sperato: ho sperato nel Signore ed Egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido, mi ha tratto dalla fossa della morte, dal fango della palude; i miei piedi ha stabilito sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi”. (Salmo 40,2-3)

 

Preghiamo per tutti noi, qui riuniti, perché sappiamo rialzarci dalle nostre cadute, sopportando con pazienza le difficoltà di ogni giorno e portando volentieri la croce che Dio vorrà porre sulle nostre spalle.

 

San Massimiliano, spingi tutti noi ad aiutarti

nel sollevare il globo di Dio.

Allora Ella ci verrà incontro

e lo prenderà dalle nostre deboli ma\i,

col suo manto lo avvolgerà sicuro

e lo consegnerà al Figlio...

San Massimiliano,

convinci tutti noi,

che senza questo sforzo d'innalzamentocadrà la ôerra,

cadrà l'uomo.

Si schiuderà l'inferno!

 

Preghiamo...

 

0 Padre, tu conosci la nostra debolezza e sai quanto è fragile il nostro cuore, dà vigore aŒ nostro spirito, perché in mezzo alle difficoltà e tra gli sbandamenti del mondo, procediamo sicuri del tuo conforto, nell'obbedienza alla tua volontà. Per Cristo Nostro Signore.

   

X. Le camere a gas.

I crematori IV e V

 

Vicino ai magazzini si trovavano altri due strulenti di sterminio, cioè i crematori. IV e V. Il IV crematorio cominciò a funzionare nel marzo 1943. In questo edificio c'erano anche delle camere a gas, nelle quali si potevano uccidere alcune centinaia di persone per volta. Questo edificio è rimasto parzialmente danneggiato durante la fallita rivolta dei membri del Sonderkommando, il 7 ottobre 1944. Di fronte, invece, era situato il V crematorio, delle stesse dimensioni. Esso fu fatto saltare ià aria dalle SS nel gennaio 1945.

“ ... Gli abitanti di Wola, sull'altra sponda della Vistola, spesso di notte... al bagliore delle fiamme dei cadaveri che stavano bruciando nelle fosse, potevano scorgere un corteo di persone nude, che andavano dalle baracche-spogliatorio verso le camere a gas. Sentivano le urla di quelli che venivano bestialmente percossi, perché non volevano entrare nelle stanze della morte. Sentivano i colpi con i quali –enivano abbattuti quelli che non si riusciva più a spingere dentro, per mancanza di spazio. Durante il giorno i civili polacchi, impegnati come lavoratori a costruire i nuovi grandi crematori a poche centinaia di metri di distanza (dalle case dei cÏntadini, usate come camere a gas), potevano vedere i prigionieri trascinare qualcosa fuori dalle porte delle case crematori e caricarle su piatti carri, per andare poi in direzione delle fosse, dalle quali giorno e notte si levavano dense nuvole di fumo. Degli "specialisti” mettevano in una fossa, uno sopra l'altro, migliaia e migliaia di cadaveri, tra di essi ponevano strati di legno e col metanolo incendiavano questo "Freilichtbuhne" (palcoscenico all'aria aperta)”.

(Auschwitz agli occhi delle SS - Ricordi di Broad, p. 173)

 

Stazione X

Gesù spogliato delle sue vesti

 

“Mi scherniscono quelli che ,i vedono. Storcono le labbra. Scuotono il capo... essi mi guardano, mi osservano... e dividono le mie vesti, sul mio vestito gettan½ la sorte”. (Salmo 22,8.18-19)

 

“Tu conosci la mia itfamia, la mia vergogna e il mio disonore; davanti a@Te sono tutti i mieinemici”. (Salmo 69,20)

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*

Preghiamo per la vittoria della fede

e dell'amor­ su ogni male;

preghiamo per la crescita

dei valori spirituali dell'uomo nel mondo.

San Massimiliano,

difendici dal peccato di mormorazione,

di imprecazione,

di disperazione...

insegnaci l'arte di una trasformazione

tale, da cambiare

la debolezza umana - in potenza di Cristo,

le cadute nell'abisso - in un volo verso l'alto,

il fuoco infernale - in rugiada celeste,

il dolore assurdo - in sapienza della Croce. Amen.

 

Preghiamo...

 

0 Dio, che nel tuo Figlio spogliato e umiliato sulla croce, hai rivelato la forza del tuo amore, apri il nostro cuore al dono del tuo Spirito e spezza le catene della violenza e dell'odio, perché nella vittoria del bene sul male testimoniamo il tuo vangelo di pace. Per Cristo nostro Signore.

 

 

XI. Il piccolo stagno

 

Nel 1944, dietro il V crematorio vennero scavate 5 grandi fosse, in cui si bruciavano i cadaveri all'aria aperta.

Dietro il bosco invece, venivano seppelliti - nel periodo iniziale - i corpi dei prigionieri, tra i quali i Russi prigionieri di guerra. Vicino, si trovava anche la casa della famiglia Harmat, casa che, dopo la ristrutturazione, i Nazisti usarono come prima, provvisoria camera a gas.

Essa fu smantellata nel 1943. Le ceneri dei corpi bruciati si gettavano nei fiumi Vistola e Sola, oppure si sotterravano nelle fosse accanto ai crematori. Le ceneri dei crematori IV e V venivano versate in parte anche nel piccolo stagno che si trovava lì vicino.

 

Stazione XI

Gesù inchiodato sulla croce

 

“Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? Rispondimi”. (Mi 6,3)

 

“... Hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa”. (Salmo 22,17-18)

 

“Per loro consacro me stesso, perché siano anche essi consacrati nella Verità”. (Gv 17,19)

 

“Il Venerdì Santo del 1942 ad Auschwitz il Padre Piotr Domkowski si sentì dire dal Kapo: “Oggi sarai crocefisso come il tuo maestro". Ricevette una pesante trave sulle spalle, sotto la quale cadde parecchie volte, finché non morì schiacciato dagli stivali del carnefice.

W. J. Wysocki

(Dio in una terra disumana, p. 105)

 

Preghiamo per tutti coloro che ora stanno morendo in ogni parte del globo terrestre:

- in guerre distruttive e lotte fratricide,

- a causa di eccidi e di carestie,

- in catastrofi ecologiche,

- per mano di terroristi.

Dalla carestia, dal fuoco e dalla guerra, preservaci, o Signore!

 

Preghiamo...

 

Togli, o Padre, il velo dai nostri occhi e donaci la luce dello Spirito, perché sappiamo riconoscere la tua gloria e nell'umiliazione del tuo Figlio Crocifisso, e nei dolori e nelle sofferenze del mondo, possiamo sperimentare la potenza della sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

 

 

XII. L'ospedale del campo.

Il campo degli zingari

 

Il settore B lIf del campo di Brzezinka funzionava come ospedale per i prigionieri. Secondo l'opinione comune, quell'ospedale era come “l’anticamera del crematorio”. Nelle baracche i medici delle SS, tra cui Josef Mengele, svolgevano criminali esperimenti sui prigionieri.

Il vicino settore B IIc era stato creato nel febbraio del 1943 e vi furono collocati degli zingari, deportati ad Auschwitz da molti paesi occupati dai Tedeschi.

Durante la Il Guerra mondiale, i Nazisti hanno infatti progettato lo sterminio totale anche di questo popolo.

Ad Auschwitz furono deportati quasi 21.000 zingari, cittadini di vari paesi. La stragrande maggioranza morì di fame, di malattie e di tormenti vari. Il 2 agosto 1944 il campo degli zingari a Brzezinka cessò di esistere.

In quel giorno furono uccisi nelle camere a gas gli ultimi circa 3.000 zingari che erano rimasti.

 

 

Stazione XII

Gesù muore sulla croce

 

“... Là, crocifissero Lui... Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno"”. (Lc 23,33-34)

 

“Da una terra triste e straniera, da un cerchio di sangue e di abiezione, ci rapisce su, in alto, un'intensa, accorata preghiera... Sopra la baracca e sopra il fango come un'aquila s'alza una voce che rompe i fili spinati: "O Uomo, Fratello mio!””.

W. Norwid

 

“Cristo, la Tua corona di spine

non la dimenticheremo sino alla fine della vita,

noi, calpestati, ma fedeli a Te.

Dacci, Signore, il Tuo calice da bere,

perché rafforzati, possiamo sostenere le prove,

senza chinare la testa davanti al nostro carnefice,

perché il nostro spirito sia sempre pronto all'impegno,

perché la Tua croce santa ci protegga dalla perdizione”.

Hoffman

(Attraverso la sofferenza verso la libertà)

 

Preghiamo per tutti i persecutori, per tutti coloro che calpestano la dignità umana degli altri, privandoli della libertà fisica e di quella di pensiero e di coscienza, affinché anche loro possano vedere la Luce ed entrare nella via del Bene.

 

Preghiamo...

 

Fa'F di noi, o Padre, i fedeli discepoli di quella sapienza che ha il suo maestro e la sua cattedra nel Cristo innalzato sulla croce, perché impariamo a vincere le tentazioni e le paure che sorgono da noi e dal mondo, per camminare sulla via del Calvario verso Te che sei la vera vita. Per Cristo nostro Signore.

 

 

XIII. La via mediana

 

La via mediana tra i settori B IIc e B IId serviva a coloro che, dopo la selezione, ,ntravano nel campo. Il settore BI Id fu un campo per uomini di diverse nazionalità. A sinistra venne costruito il terzo settore del campo di Birkenau, dove nel 1943 furono inseriti dei prigionieri.

 

Stazione XIII

Gesù deposto dalla croce

 

“Andate, figli miei, andate io resto sola... Io infatti, spero dall'Eterno la vostra salvezza. Una grande gioia mi viene dal Santo, per la misericordia che presto vi giungerà dall'eterno vostro Salvatore (Bar 4, 19-22).

 

“Regina della Polonia, Regina degli angeli, Tu che nel mondo tanto soffristi, quando il Figlio Tuo discese in queste valli terrene, abbrevia alla Tua Polonia dolente i momenti di sofferenza!

Regina della Polonia, Regina degli angeli, giglio senza macchia, Tu stella mattutina, dalla spada dei dolori sette volte ferita, sai che un piombo rovente sconforta il cuore, sai che una croce e chiodi e ferite e spine grondano sangue terrestre e lacrime terrestri, e come un'agonia di dolori fa tremendamente male...

Sii per noi un angelo ora e per sempre!

Regina della Polonia, Regina degli angeli!

Ma sai pure di qual fulgore fiammeggi il crocifisso - asceso in cielo dopo la morte: non darci in preda alle reti infernali!

Armata di immortali medicine contro la morte, mostraci di nuovo che la morte è nulla.

Risuscitaci, o Signore, davanti alla faccia del mondo, sii per noi un angelo, ora e per sempre!

Krasinski

(Inno - frammento)

 

Madre di Dio, Regina della Polonia,

compi un miracolo!

Trasforma la nostra Patria nel Regno del popolo di Dio,

e attraverso il Santo Padre,

che viene da questo paese,

guida il pellegrinaggio umano

verso il Paradiso di Dio!

San Massimiliano,

da tutti i reticolati del mondo

porta a Lei questa nostra preghiera!

 

 

La preghiera del ribelle

Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi, oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della ribellione.

Dio che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura. Noi ti preghiamo, Signore."/i>

Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocefisso, nell'ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell'indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell'amarezza. Quanto più si addensa e incupisce l'avversario, facci limpidi e diritti. Nella tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare. Se cadremo fa' che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere nel mondo giustizia e carità.

Tu che dicesti: “Io sono la risurrezione e la vita”, rendi nel dolore all'Italia una vita generosa e serena. Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.

Sui monti ventosi e nelle catacombe della città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare.

ôp class="MsoNormal" style="tab-stops: 10cm 2.0cm 3.0cm 4.0cm 5.0cm 6.0cm 7.0cm 8.0cm 9.0cm 10.0cm 314.0pt 360.0pt 396.0pt 432.0pt; line-height: 100%; margin: 0">Dio della pace e degli eserciti. Signord che Porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore.

 

(Questa “Preghiera”, sintesi detle invocazionipche salivano a Di× dal cuorf di ogni partigiano cristiano, fu scritta da Teresio Olivelli, giovane dell'Azione Cattolica, medaglia d'oro della resistenza).

 

Preghiamo...

 

0 Padre, che hai posto il tuo Figlio Crocifisso come@unico re e pastore, per costruire nelle tormentate vicende della storia il tuo regno d'amore, accresci in noi la fede che un giorno, annientando anche l'ultimo nemico, la morte, egli ti consegnerà il mondo riconciliato perché tu sia tutto in tutti. Per Cristo nostro Signore.

 

 

XIV. La casa del comando

 

Nel settore B Ila esisteva il campo della quarantena, dove venivano collocati per alcune settimane gli ebrei selezionati per il campo. Il vicino settore B IIb fu invece il campo delle famiglie ebree del Ghetto di Terezin, che furono in maggioranza sterminate nelle camere a gas nel marzo e nel luglio 1944. Tra il settore B Ila e la confinante nuova parte del campo B II, ancora in fase di costruzione, si trovava l'edificio del Comando, per i capi del campo di Brzezinka. Intorno ad esso erano localizzate le grandi caserme delle SS.

 

 

Stazione XIV

Gesù deposto nel sepolcro

 

In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.(Gv 12,24)

 

“Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza... Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino perché ha consegnato sé stesso alla morte”. (Is 53,11-12)

 

Tu che sei diventato come Cristo tra i fili spinati, sii per noi un esempio!

Tu che sei diventato come Cristo nei corpi tormentati, sii per noi un esempio!

Tu che sei diventato come Cristo nei corpi bruciati, sii per noi un esempio!

Tu che sei diventato come Cristo nelle mani dei carnefici, sii per noi un esempio!

Tu che sei diventato come Cristo nella morte di fame, sii per noi un esempio!

Tu che hai sconfitto la potenza dell'inferno con l'amore della Croce, sii per noi un esempio!

Tu che hai spento il grande fuoco infernale col manto di Maria, sii per noi un esempio!

Sii per noi un esempio!

Sii per noi un esempio!

 

“Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con Lui”. (Rm 6,8)

 

“Attraverso molte tribolazioni, bisogna entrare nel Regno dei Cieli”. (At 14,22).

 

“Vi ho dato infatti l'esempio perché, come ho fatto io, facciate anche voi”. (Gv 13,15)

 

Preghiamo...

 

0 Padre, che nella croce del tuo Figlio, segno di contraddizione, riveli i segreti dei cuori, fa' che l'umanità del nostro tempo non ripeta il tragico rifiuto della verità e della grazia, ma sappia discernere i segni dei tempi per essere salva nel tuo nome.

Per Cristo nostro Signore.

 

Il Cristo di Auschwitz

(Breve storia di una testimonianza di fede)

 

Il pontefice Giovanni Paolo II ha definito Auschwitz - il principale campo di concentramento nazista - il "Golgotha dei nostri tempi", intendendo esprimere in tal modo il più profondo mistero che questo luogo racchiude agli occhi di noi cristiani.

E lo stesso mistero che ha voluto rappresentare anche un anonimo pittore italiano prigioniero ad Auschwitz. In un'opera di straordinaria espressività, Cristo stesso, Redentore dell'umanità mostra la Sua presenza proprio in quel luogo, destinato all'atroce sterminio di migliaia di innocenti, all'umiliazione sistematica della dignità della persona umana.

Questo artista ignoto barattava la sua razione giornaliera di pane con i colori, con cui di notte, di nascosto, dipingeva il suo Cristo crocefisso. E’ un Cristo particolare, in verità; un Cristo prigioniero di Auschwitz, con il suo numero ben visibile e i fianchi coperti da una fascia di stoffa a strisce, come quella dei prigionieri. Sullo sfondo si intravede il paesaggio del lager. Il volto di Cristo, forse modellato su quello di un prigioniero, esprime una sofferenza infinita e l'immagine è resa ancor più drammatica dalla scritta in aramaico: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Il quadro costituisce dunque una sconvolgente testimonianza di fede lasciataci da questo pittore sconosciuto, del quale sappiamo solo che era italiano. Purtroppo, non è sopravvissuto; ha condiviso la sorte di un altro milione e mezzo di vittime di Auschwitz. Ma i suoi fratelli prigionieri hanno custodito il suo Cristo come una reliquia e come segno di una presenza, portatrice di conforto e speranza anche nei momenti più tragici.

Dopo la guerra un sacerdote polacco, reduce da Auschwitz, ha portato il dipinto nella sua chiesetta di montagna, a Koscielisko nella diocesi di Cracovia - dove ora è oggetto di grande devozione da parte dei fedeli. Una copia del quadro è conservata ad Auschwitz (Oswiecim in polacco), presso la parrocchia di San Giuseppe, che attualmente sta costruendo una nuova chiesa anche grazie al notevole contributo dei cattolici italiani. La profonda testimonianza del pittore italiano resta così sempre viva negli anni, simbolo e lievito di fede, di comunione e di solidarietà cristiana.

 

“Ti adoriamo Cristo

e ti benediciamo

perché con la tua croce

hai redento il mondo”