LA MESSE È MOLTA, MA GLI OPERAI SONO POCHI


 "Che la messe sia molta, e gli operai siano pochi”,<?p>

 <.span>questo è cosa nota e manifesta.

Percpò preghiamo il padrone della messe, < font>

perché mandi operai nella sua messe: operai tali che espongano rettamente la parola di verità;

operai che non abbiano di che arrossire; operai fedeli;

operai che siano luce del mondo;

operai che procurino, non questo cibo che perisce,

ma quel cibo che resta per la vita eterna;

operai tali quali erano gli Apostoli;

operai che imitino il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo
nell'essere solleciti della salvezza degli uomini;

non operai che siano mercenari;
non operai che servano il loro ventre;
non operai che, con soavi e allettanti parole,

ingannino la mente dei semplici;
non operai che simulino di essere figli della luce,
mentre non sono luce ma tenebra, la cui fine è la perdizione;
non operai che compiano l'ingiustizia, la malvagità e l'inganno;

non operai fraudolenti; non operai ebbri e infedeli;
non operai che considerino Cristo un commercio e un profitto,

truffatori, amanti del denaro o rissosi.

Guardiamo dunque e imitiamo quei fedeli che si sono comportati bene nel Signore.

Come conviene alla nostra vocazione e professione ed è conforme ad essa,

così serviamo Dio e a lui piaciamo nella santità e nella giustizia,

con uîa vita immÁcolata, xedicandoci alle opere buone e rett…

dñvanti a Dio e anche davanti agli uomini.

In effettq, è cosa bellaðche Dio sia glorificato in mezzo a no© in `utto&uuot;.

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(Pseud× Clemente)

  ( 

Dal vangelo secondo Marco (10, 13-22)

Gli presentavano dei bambini perché li accarezšaãse, Na i dimcepoli li sgridavano. Gesù, al vedere qqesto, s'indignò e disse loro: “LasciatE cOe i bambini vengano a me e non glieloFimpedite, perché a chi è Àome loro appartéene it regno di Dio In * ve²qtà vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva2 MentRe usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro d, gettandosi in ginocchio davtnti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che csa devo fbre per avere la vita eteria?”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? NessuTo è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e látadre”.
Egli all¯ra gl* dissY: 3Maestro, t•t”- queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti ma~ca: Và,€vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai uk tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle taro|e, se ne andò afflitto, poiché aveva molti benA.

 

CANTICO
VIT: Tu sei il volto dell'amore
1 lettore: Ringraziamo con gioia Dio, :
Padre dfl Signore nostro Gesù Cristo,
perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi$nella luce,

: ci ¸a liberati d©l potere delle tenebre *
ci ha trasferii nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale agbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.
1 lettore: Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;
è prima di tutte le cose *
S tutte in lui sussistono. \/o:p>
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2 lettore:Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di%lui: quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Üfont size="3" face="Time+ New Roman">1 lettore: Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito dE coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

2 lettore: Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue della sua croce, *
gli esseri della terra e quelli del cielo. Gloria al Padre


Dalla Novo millennio ineunte (42) di Giovanni Paolo II:
“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri ” (Gv 13,35). Se abbiamo veramente contemplato il volto di Cristo, carissimi Fratelli e Sorelle, la nostra programmazione pastorale non potrà non ispirarsi al “ comandamento nuovo ” che egli ci ha dato: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. È l'altro grande ambito in cui occorrerà esprimere un deciso impegno programmatico, a livello di Chiesa universale e di Chiese particolari: quello della comunione (koinonìa) che incarna e manifesta l'essenza stessa del mistero della Chiesa. La comunione è il frutto e la manifestazione di quell'amore che, sgorgando dal cuore dell'eterno Padre, si riversa in noi attraverso lo Spirito che Gesù ci dona, per fare di tutti noi “un cuore solo e un'anima sola”. È realizzando questa comunione di amore che la Chiesa si manifesta come “sacramento”, ossia “segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano”. Le parole del Signore, a questo proposito, sono troppo precise per poterne ridurre la portata. Tante cose, anche nel nuovo secolo, saranno necessarie per il cammino storico della Chiesa; ma se mancherà la carità (agape), tutto sarà inutile. È lo stesso apostolo Paolo a ricordarcelo nell'inno alla carità: se anche parlassimo le lingue degli uomini e degli angeli, e avessimo una fede “da trasportare le montagne”, ma poi mancassimo della carità, tutto sarebbe “nulla”. La carità è davvero il “cuore” della Chiesa, come aveva ben intuito santa Teresa di Lisieux, esperta della scientia amoris: “Capii che la Chiesa aveva un Cuore e che questo Cuore era acceso d'Amore. Capii che solo l'Amore faceva agire le membra della Chiesa [...] Capii che l'Amore racchiudeva tutte le Vocazioni, che l'Amore era tutto”.

 

Preghiera Comune

Preghiamo insieme: Donaci Signore lo Spirito di Santità

- Per tutti gli uomini del mondo: perché comprendano che solo Dio può saziare la loro ansia d’infinito e di felicità.

- Perché ogni giovane sia attento a rispondere alla chiamata che tu gli offri, abbandonando la falsa illusione di realizzarsi senza di Te.

- Perchè ogni chiamato al servizio sacerdotale sia cosciente del regalo e della dignità che tu gli doni.

- Per le donne chiamate alla vita religiosa: sappiano seguire con coraggio il Signore che le chiama a contemplare, attraverso vie impervie, la Gloria del suo Volto

 

O Signore ascolta le nostre invocazioni: tu sai che senza di Te siamo polvere e cenere, marinai senza rotta e senza porto. Facci abbandonare le reti che ci tengono impigliati nel nostro egoismo e guidaci verso la gioia infinita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Liberatore. Amen

 


Preghiera Finale

Signore, aprici gli occhi e capiremo
che il vero problema non sono i numeri esigui,
ma il cuore ristretto, la pochezza delle nostre motivazioni,
l'incapacità di osare, di amare davvero
con cuore libero, puro e affascinante.
Ci manca l'Amore,
l'unica ragione e forza che ci permette di andare incontro
alle assenze e alle deficienze della nostra chiesa locale.
Ci manca l'abbandono nella potenza misteriosa ed ineffabile del tuo Spirito

che illumina, rinvigorisce, risana e consola;
suscita energie sempre nuove al servizio del vangelo.
Donaci il tuo amore e questo ci basta. AMEN