CONCEDICI

Oh, se Cristo si degnasse di aprirmi la porta! /

Bussiamo: è sempre in attesa di chi bussa

colui che disse: "Bussate e vi sarà aperto"

Oh, se mi aprisse lui stesso.

Cristo infatti è la porta; <,o:p>

egli sta dentro, ma dimora anche fuori;

egli è la via che conduce,

ed è la vita a cui aneliamo.

Vieni, Signore Gesù,

apri per noi la tua sorgente,

pe+ché beviamo di quell'acqua

che disseta per l'eternità. 8

Fa' che anche noi beviamo

l'acqua dei celesti segreti;

abbiamo ottenuto di avvicinarci alla tua fonte:

ci sia permesso di contemplare almeno l'immagine

dei misteri del cielo.

(Sant'Ambrogio)

 

Dal libro dell’Esodo

Tutta la comunità degli Israeliti levò l`accampamento dal deserto di Sin, secondo l`ordine che il Signore dava di tappa in tappa, e si accampò a Refidim. Ma non c`era acqua da bere per il popolo. Il popolo protestò contro Mosè: «Dateci acqua da bere!». Mosè disse loro: «Perché protestate con me? Perché mettete alla prova il Signore?». In quel luogo dunque il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatti uscire dall`Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?». Allora Mosè invocò l`aiuto del Signore, dicendo: «Che farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!». Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani di Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e và! Ecco, io starò davanti a te sulla roccia, sull`Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà». Mosè così fece sotto gli occhi degli anziani d`Israele. Si chiamò quel luogo Massa e Meriba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?». Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l`altro dall`altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo passandoli poi a fil di spada. Allora il Signore disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalek sotto il cielo!». Allora Mosè costruì un altare, lo chiamò «Il Signore è il mio vessillo».

 

IL TUO VIVERE SIA UNA PREGHIERA INCESSANTE

La preghiera è la domanda di un bene rivolta dai fedeli a Dio. Questa domanda non è limitata, secondo noi, alle parole. Non riteniamo infatti che Dio abbia bisogno di parole per ricordarsi, perché egli sa, anche se non lo preghiamo, ciò di cui abbiamo bisogno. Ma che intendiamo con ciò dire? Che non si deve far consistere la preghiera solo nelle sillabe, ma se ne deve riporre la forza piuttosto nelle scelte dell`anima, e nella pratica delle virtù estesa a tutta la vita. Sia che mangiate, dice l`Apostolo, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi cosa, fate tutto a gloria di Dio! Sedendo a tavola, prega; prendendo il pane ringrazia chi te lo dona; rinfrancando col vino il corpo estenuato, ricorda chi ti porge questo dono per rallegrare il tuo cuore e rinfrancare la tua debolezza. E` finito il pranzo? Non cessi il ricordo del tuo benefattore. Se indossi l`abito, ringrazia chi te lo ha dato; se ti getti sulle spalle il mantello, cresci nell`amore di Dio il quale ci provvede d`estate e d`inverno degli abiti adatti per proteggere la nostra vita e nascondere le nostre vergogne. E` finito il giorno? Ringrazia colui che ci dona il sole per lo svolgimento delle opere diurne e ci elargisce il fuoco per illuminare la notte e servire agli altri bisogni della vita. La notte poi ti porti altri motivi per pregare. Quando innalzi gli occhi al cielo e fissi la bellezza delle stelle, prega il Padrone di tutte le cose visibili, adora Dio, sublime artefice dell`universo, che ha creato tutto con sapienza. Quando vedi tutti i viventi giacere nel sonno, adora ancora colui che col sonno interrompe, anche nostro malgrado, la serie delle nostre fatiche, e con un breve riposo reintegra il vigore delle nostre forze. La notte, dunque, non sia, per così dire, proprietà piena e assoluta del sonno: non permettere che metà della tua vita sia inutile per l`incoscienza del sonno, ma dividi il tempo della notte tra il riposo e la preghiera; anzi, il sonno stesso sia per te esercizio di pietà. Le fantasie notturne, infatti, sono ordinariamente quasi l`eco delle nostre preoccupazioni diurne: quali sono le nostre occupazioni nella vita, tali sono necessariamente anche i nostri sogni. In questo modo «pregherai senza interruzione», se non limiterai la tua prece alle sole parole, ma ti unirai a Dio in tutta la condotta della tua vita, sicché il tuo stesso vivere sia una preghiera continua e incessante. (Basilio il Grande)

 

CONSERVAMI, O MARIA...

O Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente.

Ottienimi un cuore semplice,

che non assapori la tristezza;

un cuore magnanimo nel donarsi e tenero nella compassione; un cuore fedele e generoso

che non dimentichi nessun beneficio

e non serbi rancore per il male.

Forma in me un cuore dolce e umile,

che ami senza esigere di essere riamato,

contento di scomparire in altri cuori,

sacrificandosi davanti al tuo divin Figlio;

un cuore grande ed indomabile

 che nessuna ingratitudine possa chiudere

e nessuna indifferenza possa stancare;

un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo,

ferito dal Suo amore con una piaga

che non rimargini se non in Cielo. Amen.

(Padre De Grandmaison S.J.)