Credo che un giorno
Credo, sì io credo che un giorno,

il Tuo giorno, o mio Dio,
avanzerò verso di Te coi miei passi titubanti,
con tutte le mie lacrime nel palmo della mano,
e questo cuore meraviglioso che Tu ci hai donato,
questo cuore troppo grande per noi

perché è fatto per Te...
Un giorno io verrò, e Tu leggerai sul mio viso
tutto lo sconforto, tutte le lotte, tutti gli scacchi
dei cammini della libertà.
E vedrai tutto il mio peccato.
Ma io so, mio Dio, che non è grave il peccato,
quando si è alla Tua presenza.
Poiché è davanti agli uomini che si è umiliati,

ma davanti a Te, è meraviglioso essere così poveri,
perché si è tanti amati!
Un giorno, il Tuo giorno, mio Dio,

io verrò verso di Te.
E nella autentica esplosione della mia resurrezione,
saprò allora che la tenerezza sei Tu,
che la mia libertà sei ancora Tu.
Verrò verso di Te, mio Dio,
e Tu mi donerai il Tuo volto.
Verrò verso di Te con il mio sogno più folle:
portarTi il mondo fra le braccia.
Verrò verso di Te, e griderò a piena voce
tutta la verità della vita sulla terra.
Ti griderò il mio grido che viene dal profondo dei secoli:
"Padre! ho tentato di essere un uomo, e sono Tuo figlio".

(Jacques Leclercq)



 

 

 

Dal libro del Siracide

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione.

Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione. Stá unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose,

 perché con il fuoco si prova l'oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui. Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia; non deviate per non cadere. Voi che temete il Signore, confidate in lui; il vostro salario non verrà meno. Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici,

 la felicità eterna e la misericordia. Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato? Perché il Signore è clemente e misericordioso,

rimette i peccati e salva al momento della tribolazione. Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti e al peccatore che cammina su due strade!

Guai al cuore indolente perché non ha fede; per questo non sarà protetto.

Guai a voi che avete perduto la pazienza; che farete quando il Signore verrà a visitarvi? Coloro che temono il Signore non disobbediscono <alle sue parole; e coloro che lo amano seguono le sue vie. Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; e coloro che lo amano si saziano della legge. Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro cuori e umiliano l'anima loro davanti a lui. Gettiamoci nelle braccia del Signore e non nelle braccia degli uomini; poiché, quale è la sua grandezza, tale è anche la sua misericordia.

 

L`abisso del peccato

Allo stesso modo come gli acrobati che camminano sulla corda tesa bisogna che non siano minimamente disattenti (infatti, se anche si distraessero per un solo istante, si verificherebbe un grave danno: l`acrobata precipiterebbe immediatamente e morirebbe); parimenti, abbiamo anche noi il dovere di non essere distratti e pigri. Noi percorriamo una strada angusta, circondata ovunque da precipizi, sulla quale non v`è lo spazio per tutt`e due i piedi a un tempo. Ti accorgi di quanta attenzione abbiamo bisogno? Non vedi che coloro i quali procedono fra due precipizi, non soltanto stanno attenti con i piedi, ma anche con gli occhi? Infatti, se talora sembra opportuno fermarsi, quantunque il piede rimanga con la sua pianta immobile, l`occhio tuttavia, attorniato dall`abisso guarda attentamente tutt`intorno. Gli sembra, però, necessario aspettare a riprendere il cammino; per questo suggerisce: «Né a destra né a sinistra». Dunque, profondo è l`abisso del peccato: enormi precipizi, tenebre oscure, una strada angusta. Stiamo attenti con timore, camminiamo con tremore. Nessuno, procedendo lungo una simile via, rida o si ubriachi, ma percorra il cammino in sobrietà e digiuno; nessuno si porti dietro alcunché di superfluo onde procedere, libero da tutto, più speditamente; nessuno trattenga i suoi piedi, ma li lasci agili e sciolti. Noi, al contrario, quando ci leghiamo a innumerevoli preoccupazioni e portiamo su di noi gl`infiniti pesi di questa vita, nell`avidità e nel disordine, come possiamo aspettarci di progredire lungo una strada così ardua? (Giovanni Crisostomo)

 

I pericoli dell`anima

Vi sono potenze nell`aria e potenze sulla terra (secondo la parola dell`Apostolo) che tentano di farci precipitare dall`eccelsa fortezza dell`anima, o di impedirci nel retto cammino, o di deprimerci, quando tendiamo all`alto, e di legarci alle cose terrene. Ma tanto più, allora, alziamo l`anima alle cose di lassù, seguendo la parola di Dio. Quelle potenze ci attaccano con le preoccupazioni mondane, e così cercano di piegare il tuo spirito: ma tanto più allora, o anima, rivolgi i tuoi passi a Cristo. Suscitano in noi la brama dell`oro, dell`argento e dei beni che gli altri possiedono, cercando che tu, per acquistarli, cerchi scuse per declinare l`invito di colui che ti ha chiamato alla cena nuziale del Verbo. Tu bada di non cercare scuse, ma indossa la veste nuziale e prendi parte al banchetto del Signore, perché non avvenga che egli inviti altri, dato che tu ti scusi per i tuoi affari mondani, e ne sia escluso. Anche la brama degli onori suscitano in noi queste potenze mondane, per ottenere che tu ti insuperbisca come Adamo e, tentando di renderti simile a Dio nella pienezza del suo potere, disprezzi i divini precetti, cominciando a perdere ciò che hai. Infatti: A chi non ha, sarà tolto anche quello che ha (Mc 4,25). Quanto spesso nell`orazione, quando più ci avviciniamo a Dio, pensieri obbrobriosi e delittuosi ci sommergono per distoglierci dall`applicazione alla preghiera! Quanto spesso il nemico tenta di seminare nel nostro cuore ciò che potrebbe farci recedere dal proposito di santità e dai pii desideri! Quanto spesso semina nel tuo animo la parola iniqua e i pensieri nascosti del cuore! E non succeda che tu, ricco di oro e argento, e di copiosi frutti dei campi o onori, finisca per dire: «La mia bravura mi ha fatto ottenere tutto ciò», e ti dimentichi del Signore Dio tuo (Dt 8,14-15). Per questi attacchi, dunque, l`anima che cerca di volare, spesso precipita. Ma tu lotta come un buon soldato di Cristo Gesù e, disprezzando le realtà inferiori, dimenticando i beni terreni, tendi ai beni celesti ed eterni. Eleva la tua anima, perché non sia attratta dall`esca e non cada nel laccio. (sant’Ambrogio)

 

Signore, non ne posso più: la mia resistenza è agli estremi,
la mia fede viene meno sotto le prove che incalzano.
Non comprendo più niente.
Ma per sostenere in pace e rimanere vicino a chi soffre
non è necessario comprendere.
Non mi abbandonare, Signore,
tu che mi conosci e sai tutto di me
e di questo mio povero cuore di carne.
Tienimi su il cuore, e aiutami a superare l'angoscia
che spesso il male mi dà.
Rinsaldami la certezza

che niente va perduto del nostro patire

perché è tuo e ti appartiene
meglio di qualsiasi cosa nostra.
Aiutami a credere che la tua misericordia
sta universalmente preparando
una giornata più buona a tutti

(don Primo Mazzolari)